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“Ogni promessa è debito” | un’esegesi eretica.

 

– Ti prometto che avrai un’identità, che sarai un individuo, una persona anche tu! ma sappi che, se non vi riuscirai (o se vorrai riuscirvi), dovrai contrarre un debito col signore (un qualsiasi signore, anche anonimo e in formato meccanico, digitale…) e non sarai degno di lui finché, proprio come una puttana nigeriana, non l’avrai estinto!

Così dice il padre delle moltitudini, l’Abrhamo maledetto… Peccato che il debito sia strutturato in modo da non estinguersi mai, dato che si tratta della potentissima evocazione del fantasma del valore. “Perché io valgo”… come il salvato dalle acque… acque che tutto mescolano (e che comunque fertilizzerebbero…), che vanno separate con simboli fallici eretti ad ogni pie’ sospinto (il bastone-serpente di Mosè, la colonna di fuoco durante l’esodo, ecc…), per portare gli esuli, i fantasmi del valore, nella “terra promessa” (il Denaro, la terra fantasma di un promessa mai mantenuta ).

Passeranno decenni prima che si estenda e sia comprensibile a molti la critica (non solo quella, più “tradizionale”, dell’identità e dell’universalismo, ma anche) dei processi di individuazione e del concetto (così poco di-vertente) di individuo… o che la Persona sia presa per il simulacro (la menzogna tattica) che è: il maledetto Terzo (che sovrasta con violenza l’incertezza inquantificabile dell’io-tu, delle relazioni senza vertice), il Denaro, l’equivalente generale di tutte le cose (anche profeticamente) mercificabili… il linguaggio che continuiamo a balbettare come scimmie estraendo un po’ più di senso, un po’ più di sperma (o di squirting, di eiaculazione fantasma) di quanto si possa sopportare… Più probabilmente parliamo di piscio, sangue e merda. Consumo, scarti, morti.


Un post moderno (l’ermafrodito Mosè-Miriam riemerge dalla forma-stato del codice napoleonico)

E’ la modernità che scrive post si “aggiorna” (dopo una lunga latenza di “pre-“, sfociata nell’invenzione dello stato napoleonico, dacché la Rivoluzione Francese fu solo un botto iniziale molto confuso)… non c’è qualcosa che si possa definire postmoderno o post-postmoderno o post-post-postmoderno, ecc… Siamo solo nell’era dell’assicurazione, del debito, dell’attesa della “terra promessa” come dice il caro leader… abolire le province in questo contesto, fare “le riforme”, inventarsi centri metropolitani sostenibili (o altre parole infilate a cazzo) è solo una riedizione del vecchio codice napoleonico… è solo un rassicurarsi che lo stato continui a fare da mamma-papà, da garante della successione di miserie e ricchezze (comunque individuae… individuabili e individuali, patri-matri-moniali…), da Mosè ermafrodito col suo bastone rigido (legnoso) o moscio (serpentiforme) che balla la tarantella come Miriam, suo soprannome, sull’altra sponda… E come si divertiva a far tormentare il suo popolo coi morsi dei serpenti… (si potrebbe leggere grottescamente e psicanaliticamente questa vicenda come un giocare a incularella…). Sono le gioie della trans-politica (TTIP e TPP), di chi passa allegramente dall’una all’altra sponda, purché vi sia diletto (sopra i “sacrifici” e le macerie che verranno) di un Terzo disincarnatoil Capitale transnazionale o Dio, poco importa…

PS: Di questa ambiguità ne avevo già parlato a proposito del mito di Attis


Madri, mogli e figlie del Despota

(In questa epoca idiota in cui si disquisisce di laicità e fondamentalismo e c’è chi difende l’indifendibile da entrambi gli schieramenti, preferisco la libertà di deriva analogica alla Bestemmia gratuita, sghignazzante, provocatoria… ma di che?… Meglio l’apostasia definitiva di qualsiasi religione, anche laica… il discredito, il disconoscimento, il disprezzo e il disinteresse per certi imbrogli colossali, irricevibili, senza recupero possibile, neanche per vie traverse… piddine, pretastre o fallaciane che siano…).

Prendo spunto dalla scoperta di un manoscritto riguardante un possibile Cristo sposatoTeologicamente, in realtà, non farebbe una piega. Maria era madre, moglie e figlia rispettivamente del Figlio, dello Spirito Santo e del Padre (le tre persone divine dei cristiani)… e sempre di marie (sia pur proiettate su altri corpi e vicende) si parla anche quando si parla di Maddalena… Il punto oscuro è semmai perché il nome “Maria” provenga dall’ebraico “Ribellione”1. “Ribellione” alla terra nera degli idoli, alle piaghe penitenziali (quelle d’Egitto, 10 quante sono le sephirot), alla nuova vita alchemicamente trasformata con una separazione e una successiva soluzione acida2… Seguiranno, nel racconto biblico, svariati prodigi, colonne di fuoco, ןמ ovvero “manna” (=“che cos’è?”) bianca, cibo più o meno spirituale che cade dal cielo (albedo, mercurio sublimato, rugiada…), serpenti “fiammeggianti” (ףרשׂ, serafiche quanto velenose rubedo nel deserto)… e giù, giù, attraverso diverse vicissitudini di opere cominciate e abbandonate, templi costruiti e distrutti… fino all’athanor (Magdala=”torre”) della tintrice-prostituta liberata dai 7 demoni e che va con tutti i metalli-animepolvere di proiezione del Cristo, “l’unto” appunto dagli unguenti di quella… divenuto Oro (Aur=ebr. Luce), Cristo solare, sacrificio di Dio stesso, la dismisura disumana per eccellenza, senso delle cose espropriate di ogni altro senso possibile (…denaro), sovranità nulla, campata in aria, modellata sugli alchimismi psichici di qualche patriarca paranoide o di qualche sacerdote che ne fece le veci… oppure di qualche eremita delirante per la fame, che abbraccia in un tutt’uno, universale quanto incestuoso, la stirpe immaginaria del Despota… e che inchioderà per millenni gli uomini alla loro condanna (un “debito infinito”) al cospetto del Signore di turno. Poiché il Verbo che si è fatto carne questo vuol dire: che da quel momento in poi non sfuggirà più niente alla presa del Paranoico3, alla grammatica dei suoi predicati e declinazioni… e i corpi4 saranno organicamente da lui posseduti5… persino dopo la morte, con le obbligazioni delle successioni proprietarie… individuae come l’anima, parcella dell’Orco divino.


NOTE

1 םירמ, “Miriam”, come la sorella “profetessa” di Mosè, questa specie di םימ , maym=ebr. “acqua” – fig. “urina”, “sperma”! –  ma con una ר, “testa”, che danza e canta una volta separate e richiuse le acque del Nilo e approdati sull’altra sponda… o הרמ, Marah=”l’amara”… come la fonte amara resa dolce con un legno inviato da Dio a Mosè, subito dopo la vicenda dei canti di gloria dopo l’attraversamento del Nilo… analogia da cui deriva anche il culto della Madonna legato a tante sorgenti d’acqua

2 Simbolicamente, immagino, le lance degli egiziani sui loro carri (“affondati come piombo in acque profonde”, Esodo 15, 10) dietro il mercurio ebraico in fuga.

3 …e monoteista che trascende la comunità disordinata, clanica, immanente, nomadica, dalle alleanze e dalla filiazione fluttuante.

4 …di quell’ecclesia che etimologicamente chiama fuori dal mucchio o dentro l’adunanza.

5 …anche in modo odiosamente fraterno, ipocritamente e sentimentalmente “francescano”, mentre già l’Inquisizione arroventava i suoi attrezzi di tortura… “fraternité” da cui non sarà esente neanche la Rivoluzione francese.