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La Canzone del Decervellaggio | parole di A. Jarry, musica di C. Terrasse

I Palotini di "Ubu re"A proposito degli appena nati e ubueschi “Paladini della Libertà“, pubblico una approssimativa traduzione dell’orrida canzone scritta nel 1898 da Alfred Jarry (1873-1907) per la sua favola assoluta e sconquassata “Ubu Re” e musicata da Claude Terrasse. Qui si parla dei celebri “Palotini”, storpiatura grottesca dei Paladini, e si mette in scena l’allegoria del populismo più becero… intollerante o giustizialista… che qui in Italia assume i contorni di un moderno e meno nobile “UBU”, un mostruoso ibrido… una sorta di “Di-Pietrusconi”.

La Canzone del Decervellaggio

Fui per molto operaio ebanista
In via del Campo di Marte, parrocchia d’Ognissanti,
La mia sposa esercitava il mestiere di modista,
E non c’era mai mancato niente.
Quando la domenica si annunciava senza nubi,
Esibivamo i nostri bei paludamenti
E andavamo a vedere il Decervellaggio
In via de l’Echaudé per divertirci un po’.

CORO: Vedete, vedete la macchina girare
Vedete, vedete le cervella saltare,
Vedete, vedete i Benestanti tremare!
Urrà! [urlato] Corna al culo! Viva il Padre Ubu!

I nostri due cari marmocchi impiastricciati di marmellata
Brandendo contenti dei pupazzi di carta
Con noi s’installavano sulla vettura in alto
E andavamo allegramente verso l’Echaudé.
Ci si precipita in massa allo steccato,
Sgomitando per essere in prima fila;
Io mi mettevo sempre su un mucchio di pietre
Per non sporcare le mie scarpe di sangue.

CORO: Vedete, vedete…

Ben presto mia moglie ed io siam bianchi di cervella,
I marmocchi ne mangiano e noi pestiamo i piedi
Vedendo il Palotino brandir la sua lumella
E le ferite e i numeri di piombo.
A un tratto vedo nell’angolo, vicino alla macchina,
Il muso di un tizio che non mi va che a metà…
Vecchio mio, gli dico, riconosco la tua faccia
M’hai derubato, non sarò io a rimpiangerti.

CORO: Vedete, vedete…

A un tratto mi sento tirar per la manica dalla mia sposa
Razza di salame, mi dice, ecco il momento di metterti in mostra:
Mollagli sul muso un bel mucchio di sterco,
Ecco che il Palotino ha voltato le spalle.
Sentendo questo ragionamento superbo,
Prendo sul colpo il mio coraggio a due mani:
Schiaffo al benestante una gigantesca merdra
Che si spiaccica sul naso del Palotino.

CORO: Vedete, vedete..

Subito sono scaraventato al di sopra dello steccato,
Dalla folla infuriata mi vedo spinto
E mi trovo a precipitare con la testa in avanti
Nel grande buco nero da cui non si torna più.
Ecco cosa vuol dire andare a spasso la domenica
In via dell Echaudé per veder decervellare,
Funzionare il Pinza-Porco o il Démanche-Comanche.
Si parte vivi e si torna uccisi.

CORO: Vedete,vedete…

 “Ubu re” di Alfred Jarry, Marionetteatern, 1964. Regia di Michael Meschke.

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Incendio all’Anagrafe centrale | Al di là dell’Uno, del Nome e dell’Universale

“E in qualunque modo l’uomo
avesse chiamato ogni essere vivente,
quello doveva essere il suo nome”.

(Gen 1:21)
“Siamo almeno in due non appena comincio a parlare”
(da un manoscritto perduto di Valerio Mele)

Ci pensi?

Niente tasse, contratti, multe, debiti, bollette…

Sì, insomma… questi governano su dei dati non su delle persone. Nascita, stato civile, morte… A questi dati base si aggiunge poi il parassitismo delle varie amministrazioni. Che chiederanno vendetta della tua vita, facendoti pagare ad ogni pie’ sospinto e con ogni mezzo a loro disposizione.

Dicono che la vita animale sia nata da piccoli organismi periferici che brancolavano incerti nei pressi del nulcleo delle cellule delle piante… Come parassiti parvenu, che volevano cambiare status. Si sono accasati, scambiando, derubando e replicando catene di proteine e amminoacidi… Da lì in poi, questi funghi malriusciti hanno cominciato a strisciare, nuotare, volare… Continuiamo ad ospitarli… Noi siamo questa colonia di cellule ostinate che aggrediscono batteri, larve e virus fino al giorno in cui questi prenderanno il sopravvento e prolifereranno senza più ostacoli… Come si fa a chiedere un documento di riconoscimento per questa bizzarra colonia vagante?
…E visto che con le buone recalcitriamo a secernere soldi, ce li spremono considerandoci del materiale biologico su cui fare esperimenti per poi venderci i loro portentosi rimedi farmaceutici…

Sconosciuti alla legge, alla scienza e a tutti i profittatori… mica male. Niente popolo, niente gente, niente più sondaggi. Tutti a spasso senza diritti e doveri… ignoti viventi. Uno diverso dall’altro e senza più un’identità.

Ah, ovviamente anche i database di tutti i conti correnti e di tutte le transazioni finanziarie dovrebbero incenerirsi… così tanto per completare il quadro di questa falsa notizia


Valerio Mele | poesia anagrammatica

(ogni verso di questa poesia è l’anagramma del mio nome: Valerio Mele)
 
Levo lamiere
e il rame… levo,
aviere molle,
le mie!… Valore?
Rivelamelo, e
allevieremo
ire malevole!
E a me? rovelli?..
Miele, valore!
Veliamo ere…
leveremo ali!

Le moverei al
remo! allieve,
allieve more!

Le moverai le
morelle… E vai!

Laveremo lei,
Amélie, lover

PS: Per gli anagrammi c’è questo sito

 


POESIA ANAGRAMMATICA II

Le lire movea…
e volle reami
e allieve rom
e ville e Roma!
o ville e mare?

Amore le veli,
amore le levi,
amore e ville
mai le leverò!

Ere malevoli…
vi è Lele Mora!
verme! o Leali,
Allevi! o me, reo!…

Allevo eremi
e vile morale…
è il vero Male.

Me lo leverai?
e rivelamelo!

(Me lo laverei…).


Per l’inconcludente vertice della FAO…

Makoutou

…Ecco un mini CD del 2007, “Li grassi leoni dell’Africa secca”, che il mio compare Ugo Innamorati (voce recitante dei tre brani, su miei testi e musichette) mi invita a pubblicare in versione MP3 in occasione del vertice FAO, che ha raccolto un pressoché 
globale disinteresse… specie da parte dei metaforici “leoni” del titolo (ovvero dei paesi ricchi, delle nazioni interessate più a sfruttare nei modi peggiori le materie prime di quel martoriato continente, che a pulirsi una pur lordissima coscienza con degli aiuti umanitari atti ad arginare situazioni prossime allo sterminio di massa…).


Tratto dal più corposo
I neutrini, questo CD racconta l’epopea di Hugh Inlove (al secolo, Ugo Innamorati), dopo la severa condanna subita per aver parodiato indegnamente l’opera del suo amico J.L. Gaudet, “Baraka” (che raccontava tra l’altro di una miracolosa danza della pioggia di un griot in un’assetatissima regione africana…). Si narra cioè dell’evasione rocambolesca via mare di Hugh (e del compianto amico Savy, alias Salvo Salviati), dell’incontro con la canterina regina di Atlantide, fastidiosissima soprano, e del suo ritorno a casa, accolto dal suo cane che stenta a riconoscerlo…

Per chi avesse l’ardire e la pazienza di seguire questo simpatico delirio, ecco i testi


La somma delle parti è maggiore del tutto | Tele Aristo


tele-aristo
Ovvero: il noto aforisma di Aristotele ribaltato…
Tutto ciò credo abbia a che fare con il calcolo infinitesimale (numeri iperreali e duali compresi) e i paradossi di Zenone (ma riproposti in chiave anti-parmenidea…), certi paradossi della fisica quantistica, nonché, in particolare, con un post di RAV che tratta, tra l’altro, anche della maschera più o meno scomoda che portiamo… e che continua a non calzare… niente da fare…

L’Arma del ricatto e il trans-politico.


Il caso Marrazzo, caso in cui, a mio avviso, scivola soprattutto l’Arma dei Carabinieri, che noi di solito si reputa un corpo irreprensibile, virtuoso e integerrimo, ma che in questa circostanza ha visto quattro suoi militari portare avanti un sordido ricatto (non è la prima volta che assistiamo a simili “scivoloni” indifendibili, se pensiamo a Genova e alle trattative con la Mafia, al golpeBorghese…), mi induce a citare Baudrillard, a proposito della sua categoria del “transpolitico”:
“Il corpo sessuato è consegnato oggi ad una sorta di destino artificiale. E un tale destino artificiale è la transessualità. Transessuale non nel senso anatomico, ma nel senso più generale di travestito, di gioco della commutazione dei segni del sesso e, opposto al precedente gioco della differenza sessuale, di gioco dell’indifferenza sessuale, indifferenziazione dei poli sessuali e indifferenza al sesso come godimento. Il sessuale viene fatto poggiare sul godimento (è il leitmotiv della liberazione), il transessuale sull’artificio, sia che si tratti di cambiare sesso, sia che si tratti del gioco dei segni dell’abbigliamento, dei segni morfologici, gestuali, caratteristici dei travestiti. In ogni caso, operazione chirurgica o semiurgica, segno o organo, si tratta di protesi e, oggi che il destino del corpo è quello di diventare protesi, è logico che il modello della sessualità diventi la transessualità e che questa divenga ovunque il luogo della seduzione.
Siamo tutti transessuali. Così come siamo dei mutanti biologici potenziali, siamo dei potenziali transessuali. E non è una questione di biologia.
Siamo tutti simbolicamente dei transessuali“.E ancora:

“Ognuno cerca il proprio look. Dato che non è più possibile trarre argomenti dalla propria esistenza, non resta altro che fare atto d’apparenza senza preoccuparsi di essere, né tantomeno di essere guardati. Non già: esisto, sono qui, bensì: sono visibile, sono immagine – look! look!
Non è neppure narcisismo, è un’estroversione senza profondità, una sorta di ingenuità pubblicitaria in cui ciascuno diventa l’impresario della propria apparenza”.

E infine, a proposito degli effetti iperrealisti della “liberazione sessuale”:

“Una volta passata l’orgia, la liberazione avrà lasciato tutti alla ricerca della propria identità generica o sessuale, con sempre meno risposte possibili, data la circolazione dei segni e la molteplicità dei piaceri. E’ così che siamo diventati dei transessuali. Così come siamo diventati dei transpolitici, cioè degli esseri politicamente indifferenti o indifferenziati, androgini ed ermafroditi, che hanno investito, digerito e rigettato le ideologie più contraddittorie, che portano ormai solo la maschera e che sono diventati, nella nostra testa, forse a nostra insaputa, dei travestiti del politico“.

(da“La trasparenza del male – Saggio sui fenomeni estremi”, del 1991, capitolo: “Transessuale”, di Jean Baudrillard )

Al di là del senso di ineluttabilità che trasuda insopportabilmente e nauseante dalle analisi deliranti di Baudrillard (giustificate anche dall’esergo: “Dato che il mondo prende una piega delirante, dobbiamo adottare un punto di vista delirante”)… quest’uomo patetico (nella foto accanto) che ostenta il suo look salmonato senza macchia né interiorità, ben studiato, puramente pubblico, come ha ben evidenziato il blog Kelebek in un suo post, è un esempio di “transpolitico”, di indifferenza al senso, di artificio, di simulazione… ed è nello spirito della contemporaneità… Se non fosse per la sua insistenza penitente-clericale, molto italica ahimè, su termini come “debolezza” per definire (la sua passione per quell’artificio della merce-corpo che si rivela abbagliante in un trans o) la sua passione per l’indifferenziato… o l’indifferenza per le passioni. Come indifferenziati sono i rifiuti che finiranno nell’inceneritore di Albano, a due passi dal Parco dei Castelli Romani, di cui lui ha approvato (sotto ricatto?) la costruzione la scorsa estate. E rifiuto indifferenziato lo sarà anche lui a questo punto… a meno che non si riciclerà, divenendo la bandiera delle minoranze trans-gender… o andandosene anche lui all’Isola dei Famosi.

A questo punto, per coerenza col trionfo dell’artificiale in politica, potrebbe essere proposto un trans alla presidenza della Regione Lazio al posto di Marrazzo. Qualcuno finto, come per altri versi lo è anche Berlusconi… purché non sia ricattabile, in quanto già abbastanza “trans” (semiurgicamente o chirurgicamente) in partenza… (dunque non soggetto a gossip e moralistici scandaletti di provincia… ma qui da noi è il Vaticano che non rende possibile il sincero manifestarsi della mostruosità del “transpolitico”, una forma “perfetta”, totalitaria, carnivora, del potere… pena la fine della credibilità delle favole morali che garantiscono anche i privilegi clericali).

La mia personale opinione è che, contro i deliri della governance post-moderna, debba ritornare (anche contro le fantasie barocche di Baudrillard, che sono “trans” per certi versi, con la loro proliferazione di termini, come fossero protesi da rivendere…) la virulenza di una critica ideologica questa volta sensibilissima (alle minime distorsioni di prospettiva) e, soprattutto, distruttiva nei confronti degli attuali inaccettabili modelli economici e politici.
Una strategia di attacco progressiva, dall’interno, dall’esterno, virale… che si imponga come dis-credito e s-fiducia e rilancio, nel contempo, della strategia e della teoria. Che combatta la sua guerra sul terreno di scontro principale, al momento: quello virtuale, cognitivo… quello delle scelte individuali, quello della lotta alle molte dipendenze che ci impone la mercificazione compiuta (o quasi) del mondo, dei corpi e delle pratiche ad essi relative. E della resistenza alla guerra degli apparati di stato (o delle macchine, o di certa tecnica) contro gli individui, intrapresa sotto il nome pretestuoso, inquietante, genocida e destabilizzante di “guerra al terrorismo”.


Genesis P. Orridge alla Regione Lazio!GenesisP-Orridge
   

Chiavi?

Sembra incredibile, ma questo blog è stato raggiunto dalle seguenti chiavi di ricerca:

La donna non è fatta a somiglianza di dio
Pompino gnostico
Come fottersi per sempre

Ora mi chiedo… com’è un rapporto orale gnostico? Ha a che fare con l’essere aspirati dal Pleroma a partire dai genitali? Oppure… chi mai pensa a “fottersi per sempre”? E vi sarebbe del godimento in questo? Per non parlare della misoginia metafisica che pure non ho assolutamente espresso in questo blog…

 

PS.: Aggiungerò qui di volta in volta le chiavi più “particolari”… 


domenica 18 ottobre 2009, ore 17:41. Non ho fatto in tempo a parlare, che un esperto di (pata)fisica quantistica mi cerca con un’altra chiave: l’ombra è piu veloce della luce. 

domenica 25 ottobre 2009, ore 20:57. Di domenica sembra siano più creativi, e qualcuno cerca: lo sperma sintetico