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Articoli con tag “Rivoluzione spagnola

Ma che Rivoluzione e Rivoluzione d’Egitto!…

Ecco… da prigionieri, sognamo la Rivoluzione ad ogni sversamento di persone in piazza. Anche quando si tratta di un semplice avvicendamento  di servi dell’Impero. Non si è mai vista una Rivoluzione che aspetta il suo leader calato dall’alto… Dov’è l’assemblea del popolo, dove il suo potere costituente?

DA AGENZIE ANSA SUCCESSIVE… E infatti è il vicepresidente Omar Suleiman è l’asso calato dall’alto, sulle cape della gente che giocava a lanciarsi bottiglie molotov l’uno con l’altro mentre era sotto il tiro di cecchini appostati sui tetti… 

Si tratta di una “transizione ordinata”… dall’Occidente…

Una Rivoluzione dovrebbe delegittimare del tutto il potere esistente (compreso il complesso industriale/finanziario/militare che lo sorregge)… e non mettere su il format della democrazia costituzionale   (magari appeso sulla facciata di un palazzo) come fosse l’unica soluzione… come si metterebbe un DVD nel lettore.
E ad ogni modo il sogno della Rivoluzione si vende bene, con dirette di Al Jazeera via YouTube e tutti a tifare come ad un reality show con morti in diretta e gente araba con un cartello anglofono: “Game over”… Ormai neanche infoaut capisce la riluttanza araba al sostegno di queste insurrezioni drammaticamente pilotate. Certo Mubarak e Ben Ali sono indifendibili…

Il problema è che anche in Occidente si è persa completamente la tradizione insurrezionale “laica” (nei paesi islamici quasi non vi è traccia)… Quest’anno sono 140 anni dalla Comune di Parigi… Quella memoria, insieme alla rivoluzione spagnola, insieme ai metodi e ai contenuti di quegli esperimenti, si è andata perdendo, non ha saputo costruire una tradizione di pratiche, di modi di produzione, scambio, distribuzione… Non basta l’Idea, la spontaneità, la creatività, l’improvvisazione (e comunque anche in musica, per esempio, per improvvisare bisogna conoscere a menadito strutture, schemi e “strategie” armoniche e non)… ci vuole un’istituzione (un nuovo gioco, un nuovo sistema di scambi e relazioni, un nuovo modo di sentire, vedere, pensare… un nuovo software) che spieghi come si fa, come si prendono decisioni in un’assemblea autoconvocata, come funziona, per esempio, il mutualismo, ecc… (anche quello si prova a neutralizzare, deviando le tesi di Proudhon e Warren, in direzione marginalista!… I libertarian left americani sono per lo più, a mio avviso, reazionari, si affidano a teorie che sono alla base del liberismo più aggressivo… Meglio i diggers… meglio gli hippie, a questo punto…).
I sedicenti “rivoluzionari” di oggi poi, quelli con i computer, sono per lo più dei pericolosi ignoranti… quando non sono perfettamente borghesi… nel loro sognare la Rivoluzione stile “V per Vendetta”… o sulla base delle esperienze derivate dalle lotte (le negriane “pratiche del comune”)… Coglioneria pura (nella prassi ma non nella teoria critica… o, molto più spesso, in entrambe). Voglia di fallimento ben ispirata e insufflata…

PS: Nei commenti, alcuni percorsi preparatori di questo post…