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Dall'”espansione della mente” dei fricchettoni ad Adobe Audition qualcosa deve essere andato storto…

“Per il capitalismo sembra vitale produrre nuovi bisogni (anche virtuali), surrogati di de-siderio e soddisfare la domanda… fino alla morte”. (Valerio Mele)

“Così iniziammo ad usare il suono per aiutare le persone ad addormentarsi” (Robert Monroe)

Continuo la serie dei “qualcosa deve essere andato storto…” sulla sussunzione delle idee “rivoluzionarie” degli anni ’70, iniziata in un mio precedente post

Esaurite le ultime scorte di LSD (probabilmente anche distribuito dalle varie mafie statali a vagonate insieme a eroina, ecc… per distrarre e deviare il montare della protesta sociale di quegli anni) le espansioni della mente dei fricchettoni si trasformarono in delirio cyberofilo (strada che già intraprese il “guru” dell’LSD Timothy Leary verso fine dei suoi anni…), come nel caso di queste pur straordinarie ricerche sui battimenti binaurali del Monroe Institute, una società internazionale dagli atteggiamenti piuttosto newage, mentre accadevano cose inquietanti (una parodia di quelle descritte nelle Upanishad o nel Ποιμάνδρης di Ermete Trismegisto… parodie a loro volta di dissociazioni mentali…) come racconta la Wikipedia in inglese:

“Nel 1978, le forze armate Usa presero in considerazione il Monroe Institute e disposero di inviarvi degli ufficiali per l’addestramento nelle ‘Esperienze fuori dal corpo’ (‘Out of Body Experiences’… le OBE) . Nel 1983, inviò altri ufficiali”.

Io personalmente mi appassionai ai primi “strani” effetti audio (del software “Cool edit”) partoriti da certi nerd-fricchettoni (alcuni erano tra i primi a lavorare per Microsoft) che fondarono la Syntrillium nei primi anni ’90… e che si proponevano, secondo gli studi del suddetto istituto, di modulare l’attività celebrale con il ritmo del loro brainwave synchronizer (“sincronizzatore di onde cerebrali”, cui allegarono un manuale a parte, ben più voluminoso delle intere istruzioni per il loro software audio… che spiegava come migliorare le proprie capacità creative, mnemoniche, di concentrazione nello studio e nel lavoro, di apprendimento, come ridurre lo stress, rilassarsi in modo profondo, “espandere la coscienza”, favorire un risveglio della “consapevolezza”, adoperando una terminologia para-psichedelica… ecc, ecc… promesse comunque molto esagerate rispetto al mutamento davvero impercettibile ed omeopatico dello stato mentale dello sperimentatore… una mezza bufala, insomma… un po’ come le scimmiette di mare, spacciate per vere scimmiette in miniatura, che si vendevano ai bambini qualche tempo fa). Nel 2003 la Syntrillium fu rilevata dal gigante Adobe, che progressivamente, nelle successive versioni, cancellò le tracce (e gli effetti audio) di quella ricerca… Insomma: è ormai chiaro come le tecniche di condizionamento cerebrale e il subliminale abbiano interessato, con intenti differenti ma complementari, sia i fricchettoni che gli eserciti e i media (che appunto, piuttosto che propagandare in stile nazi-fascista, “mediano”, nelle società, il potere di controllo di cui necessitano stati e corporation… comunicando, pubblicizzando, condizionando… drogando intere popolazioni… già piuttosto dipendenti, del resto… mettendo in pratica tecniche di tortura omeopatica, lievi ma efficaci, come per esempio la frequenza di aggiornamento degli schermi, cui siamo sottoposti senza accorgercene o quasi… o adoperando accorgimenti subliminali di vario genere) come testimoniano anche società come la Muzak (di cui si occupò, in senso fortemente critico e “sovversivo”, anche il film “Decoder” con il geniale percussionista N. U. Unru degli Einstürzende Neubauten) e anche certe recenti ricerche sui videogame che anestetizzerebbero chi s’è assuefatto agli antidolorifici… e che probabilmente torneranno utili a rendere più insensibile la gioventù che sarà chiamata a fare la guerra che verrà…

C’è da dire che nel frattempo la Muzak, dopo aver piazzato la sua brainwashing-music in tutti gli ambienti istituzionali e non (scuole, uffici, aeroporti, caserme e uffici militari, abitacoli spaziali, ristoranti, bar, supermarket, ascensori…), è in bancarotta… e se Adobe Audition ha cancellato via via tutte le tracce del “sincronizzatore di onde cerebrali”, probabilmente sta mutando il paradigma che ci accompagna da quasi un secolo… la domanda di surrogati comincia ad essere sempre più insoddisfatta… Forse semplicemente non è più possibile o producente, nascondere lo sfacelo.


Filosofia del fulmine

“Il fulmine governa ogni cosa” (Eraclito)

Credo di aver pensato qualcosa come una FILOSOFIA DEL FULMINE… che altrove chiamo freccia, -getto, ecc…
Da notare, nel video la tendenza dell’elettricità a ripetere il percorso aperto dal varco che (invisibile) precede il fulmine.

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Più ripeto e più mi convinco di avere una memoria-crosta terrestre. E se continuo a ripetere, presto crescerà nuovamente la vegetazione e gli animali accorreranno ad accoppiarsi e riprodursi… Sono i pensieri che organizzano di nuovo le immagini, gli odori, i suoni, i sapori, le sensazioni secondo una fitta rete di analogie… I pensieri che organizzano i pensieri secondo campi di forza (ognuno ne comprende altri, come in una “matrioshka”… è questa la “comprensione”, il “concetto”). Come miliardi di piccoli fulmini. Che nascono dalla terra, non dalle nuvole. Nascono dal punto d’arrivo, non da quello di partenza. Viviamo un tempo invertito. I dendriti dei neuroni protendono le estremità proteiche per creare la differenza di potenziale, l’eccezione (il contrario del con-cetto = “prendo con”, l’ex-cipere = “prendere fuori”), il percorso del fulmine. La sua velocità è di cento metri al secondo. Vanno a tentoni… e marcano il percorso… ma trovano sempre nuovi bersagli per i fulmini. Come un filo d’Arianna nel labirinto del mito (= “muggito”) del Minotauro. Il labirinto delle possibilità: si apre un varco e l’uscita crea il “fulmine”, a ritroso. L’a-venire genera questo varco. O viceversa. E’ questa l’intelligenza. Che eroticamente dice: “Vieni”.
In ogni nostro pensiero siamo preveggenti. O profeti.

Sono un isolotto vulcanico

GANESH – Dice la Kena Upanishad: “Esso s’annuncia come fa il lampo”… solo per intuizione puoi cogliere il Bramhan. “Ciò che non può essere pensato con il pensiero, ciò per mezzo del quale il pensiero vien pensato, questo sappi che è il Bramhan”… Se ti balena in mente un’idea, questa è Indra, il fulmine.

Dio è tutto dunque anche ogni sua eccezione

E comunque non vi è regola se non è predisposto un numero infinito di eccezioni.

La sussunzione e il generale

Il pensiero è sempre un gesto e un movimento con una sua realtà. Non vi è un’idea. La mappa delle idee cambia a seconda delle estremità tentacolari o delle vibrazioni che lentamente o velocemente brancolano in periferia, scagliando dardi continuamente verso il presunto centro, ripetendo costantemente che il centro è definito solo dal movimento periferico; non si definisce da sé, per sé o in sé.

Risposta magistrale su la différànce di Jacques Derrida

Le conseguenze possono essere, nella realtà che viviamo, che questa ci appaia in ritardo rispetto a questo “qualcosa” che arriva prima e che non sappiamo quali “leggi” segua o se possa in qualche modo interagire con la materia (anche se, come dicono i fisici, non trasporta informazioni… magari non rilevanti solo per i nostri parametri scientifici o percettivi… ma non per altro che potremmo indagare e scoprire o che agisca nell’inconscio, nella non-evidenza, nell’ombra…).

Quel che intendo dire è che l’eccezione arriva sempre prima della regola.

Tachioni – più veloci della luce

Il pensiero è un gesto, un movimento. Ci muoviamo nel nostro pensiero come in uno spazio fisico. I nostri stessi pensieri si muovono come in uno spazio fisico. Questo spazio fisico ci è stato scagliato dentro e ci “anticipa” continuamente, come a provenire da un fuori dello spazio-tempo che comprende la nostra percezione, con intuizioni, previsioni, schemi tattici, figure. Costruiamo un linguaggio solo per emblemi (o catene di associazioni), solo per questo continuo getto, dentro di noi, di immagini, suoni, odori, parole, carezze, fuoco, strepiti, ecc…

Un’arte del “-getto” che sappia cosa “gettare dentro”… come masticare la luce, indirizzare i fulmini e i soffi e seguire le eccezioni. Nel tentativo di dischiudere il corpo-mente a quel “fuori” che ce lo re-invia costantemente mutato e modulato.

Psicanalogica – l’embolon contro il symbolon

Creare il varco che ci dispone al movimento e a ciò che viene (l’a-venire) è il solo compito di Teseo-Arianna. Come un fulmine, muggito di Minotauro, si uscirà dal labirinto della mente (…che mente).

Siamo fatti di codice e miriadi di eccezioni… tante quante sono le regole. Questo doppio movimento è tutto quello che è possibile osservare. L’avanguardia è il pensiero che si muove come un fulmine, anticipando i movimenti di milioni di “cellule”… Se trova la giusta connessione, il giusto varco, tutte le altre cellule si muoveranno in sincronia e ci sarà un salto quantico, un cambiamento di rotta… E vedremo mirabili volteggi di stormi nei cieli…

Stormi d’eccezioni

Dunque il presente è questa “breccia” (come diceva la Arendt o… Michaux) che ri-manda in qualche modo ciò che era stato anti-cipato (=”preso prima”), previsto sulla scorta di esperienze ripetute, e che si augura di “giungere a destinazione” nel presente, nel luogo in cui può esser-ci un senso (che emergerebbe come da quello che definisco un varco, “filtrato” dalle differenze e dagli “scarti” che lo precedono).

Dove sono in questo le categorie, le classi e le sottoclassi e le strutture del pensiero? Puf!… svanite… solo tante immagini, suoni, sensazioni e… frecce a bersaglio prima di essere scoccate.

Jacques Derrida, l’ultimo filosofo

E’ da notare come nessun filosofo si sia occupato del futuro in quanto tale, come dimensione anomala del tempo. Liquidato da Aristotele, Epicuro, s. Agostino come inessenziale, come un non-essere… recuperato in una dimensione escatologica e finalistica dal cristianesimo, da Hegel, Marx, etc… sognato dagli utopisti e dagli apocalittici di tutte le ere… è stato ad ogni modo ingabbiato in una dimensione ontologica, che non gli è propria, evidentemente.

Il presente-passato è l’arciere che pensa di “penetrare il futuro” (come dice Bergson) e andare a bersaglio… quando invece è la freccia-a-bersaglio (il futuro) che trapassa l’arciere. E’ l’arciere ad essere invaso (ed invasato) dalle tecniche e dalle forme generate dal fine (la freccia-a-bersaglio). Così come il gatto-in-posizione-iniziale non precede il gatto-in-posizione-finale, ma è il contrario. Diversamente il gatto starebbe fermo. Insomma Aristotele ha ribaltato la questione potenza-atto. La fine di un moto non è il suo essere-in-atto, ma il suo essere-in-potenza… ed è condizione che sembra generare dinamiche studiabili secondo leggi, ma solo in apparenza… poiché se il passato appare imbrigliabile in un essere, il futuro non lo è.

Il futuro in quanto tale. Tre riflessioni non essenziali sul tempo