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Articoli con tag “zingari

Giornate dell’Oblio

Tra “giornate della memoria” dell’olocausto o delle foibe si tirano i morti da una parte o dall’altra a seconda delle convenienze… dimenticando che i lager ci sono tuttora in Italia e altrove anche oggi:

1) per gli zingari (grazie al sindaco Alemanno: “Maledetti campi abusivi” e richiesta di poteri speciali per le deportazioni nei campi di concentramento fuori Roma, mentre era tra le baracche ancora fumanti, poco dopo la morte in un incendio di 4 bambini zingari…),
2) per i migranti (qui si chiamano CIE… esternalizzati in Libia per le torture, ecc…),
3) per le donne uccise   in casa a ritmo quasi quotidiano,
4) per i lavoratori che muoiono di lavoro, anche loro quotidianamente,
5) per i rifugiati e gli esuli morti in mare, mitragliati dalle motovedette libiche (la G.d.F. non vuole più salirci a bordo… non vuole vedere?),
6) per i palestinesi a Gaza,
7) per i terremotati abruzzesi, ecc…

Dunque che i morti di ieri riposino…queste celebrazioni servono solo a giustificare la violenza del presente…

Il modello concentrazionario in fondo è il modello base dell’urbanistica contemporanea…

(Fondamentalmente si dovrebbero far piani per evadere… cominciando col liberare alcuni luoghi…)


DIVAGAZIONE, ORACOLO E PSICANALOGICA DELL’EVIRAZIONE

Qui si parla dell’arte del ricordo e di una certa ambiguità degli eventi nell’era della pornografia mediatica…

Sentenzia la Pizia:
– Cioè: il “grande occhio” ha ripreso (e forse deciso) l’evirazione americana?

E’ una cosa tipo la Torre dei tarocchi (che in kabbalah è “Ayin”=l’Occhio… di Dio si intende… quello che fulmina i malcapitati che nella carta cadono dalla Torre)… ci sono mille modi di ri-prendere la stessa cosa… così tanti che si annulla qualsiasi possibilità di coglierla.

Per cui quello dice: “Sappiamo tutto, non possiamo nulla”.
Pure Eschaton su FB casualmente riprendeva questa cosa ieri in francese: “Tout est permis mais rien n’est possible” (da Michel Clouscard)… Tutto è permesso, ma niente è possibile…

Anche se non penso che le cose stiano proprio così…
Il mondo non è chiuso nei segni che lo interpretano… o che lo vorrebbero mappare come Google Earth… qualcosa (tutto o quasi… ma non ha “potere”… è indifferente…) resta sempre fuori a negare le pretese totalitariste della democrazia globale, del suo linguaggio

Mi viene in mente Attis.
Sangue versato per salvare la matrice (la riproduzione sociale, la Grande Madre, Cibele, che guarda caso ha le fattezze dell’Italia, con la sua corona turrita in testa… e suona anche il tamburello… tattatà-tattatà-tattatatta-tata-tatà). Da notare l’estrema misoginia del gesto del giovine, che preferisce non sposare nessuna causa (né quella istituzionale, né quella del desiderio inconfessabile, ispirato dal demone bisessuale) e mantenersi incontaminato nella sua ambiguità, mettendo in tal modo un piede qui e uno lì… Il doppio gioco insomma. Attis, l’eunuco americano… Essi si sovvertono da soli e cantano il loro inno nello stesso tempo… demonizzano un paese straniero (destabilizzandolo dall’interno) e poi corrono a salvarlo… Ecco la psicosi che si nasconde in ogni Madre-Patria, divenuta ovviamente, in seguito, solo Patria… de-erotizzata, mortale.

Il Valter Binaghi salvava la parte soggettiva (creativa, amorosa), cercando così di salvare il suo dio cristiano dall’orgia e dalla confusione, ma anche quello è coinvolto eccome in questi riti sanguinari… o-sceni. Da nascondere sotto un’evidenza porno (una maschera maschile che deve ricoprire entrambi i ruoli, evirandosi, mestruandosi, sanguinando, occultando e segregando la femmina… la sua libertà dai percorsi patriarcali… o quel che vuol dire e che è sempre da de-finire… o che forse non ha proprio fine, nel suo essere ciclica, in-finita…).
Altro che riti della primavera… Bella primavera di merda che avevano pensato, i romani dell’Impero… Carnevale o pesce d’aprile che fossero le feste in onore di Cibele…
Gli americani quindi si sarebbero evirati da soli (per un secondo fine… come nel mito di Attis…).

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