videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

Adaequatio rei ad imaginem

– Abbiamo fatto carte false perché le immagini prendessero il sopravvento sulla realtà… ora la realtà deve marcare il passo… se abbiamo detto che abbiamo prodotto 25 e voi avete prodotto 1, non siamo noi a dover ridimensionare i conti a 1, ma voi a dover produrre 25.
– Ma non è possibile!… Non ce la faremo mai!
– Se volete le nostre banconote, la nostra contabilità truccata strutturalmente, e soprattutto garantirvi lo standard di vita che tanto vi piace, non avete altra scelta… E siete troppo rincoglioniti per inventarvi altro, senza crepare di fame… Il nostro edificio è bellissimo, perfetto… Non riuscirete mai a farne uno simile… Occorrono decine, centinaia di anni per pensare un’architettura così complessa e condivisa… e comunque, con-dividui, nel caso aveste idee diverse, abbiamo i droni…
– Probabilmente, quando avremmo prodotto 25, voi avrete fatturato per 1000… ma che razza di gioco sarebbe? Questa moltiplicazione dei pani e dei pesci è un miracolo miserabile!
– Zitti e a lavoro! Voi siete quello che avete nelle vostre tasche… niente altro… e a giudicare da quello che avete non siete un gran che…
– Ok, non siamo un gran che… ma proprio per questo non produrremo strutturalmente quanto richiesto…
– Allora non ci resta che azzerare tutto, uccidervi e ricominciare daccapo: non esiste lo sfruttamento, ma solo l’adesione ingenua, pigra o ignorante ad un modello di supposto-sapere delegato ad altri… voi produrrete 1 e noi fattureremo per 25, ecc…
– Ma come? e l’estrazione del plusvalore, lo sfruttamento, l’alienazione, l’accumulazione primaria, l’oppressione?…
Vi siete immaginati tutto quanto. E comunque sono tutte cose monetizzabili… L’opulenza che vi offriamo è maggiore di quel che producete… Siamo una potenza… e voi non contate un cazzo… Le vostre lotte di classe sono un capitolo trascurabile del capitale finanziario che paga sia padroni che lavoratori. Noi mettiamo in circolo il vostro sovrano assoluto. Lo avete nelle vostre tasche… voi siete le vostre tasche… voi siete monete viventi.
– Per adeguarci a questa immagine non possiamo che ucciderci… ma poi non vi sarà più alcuna immagine.
– Già…
– A meno che… non ci adeguiamo.
– Ci dovete solo provare… Il punto è che il nostro compito è finito. La pellicola è svolta fino all’ultimo fotogramma… Il cinema chiude. Provate a tornare a casa… non ce l’avete una casa!… e allora provate a vagare fino a trovarne una… nomadi pezzenti.
– Mai più case, mai più in giro… di sicuro mai più contabili ierofanti.
– Ecco, appunto… non contate niente…
– Perseguiremo lo zero, con gran piacere.
– Aspetta… dove vai?

(Punta il suo revolver alla schiena del fuggiasco, che si allontana fino a scomparire. FINE).

Annunci

3 Risposte

  1. Pingback: Complicare o semplificare? | L’ambivalenza della guerra in corso « Valerio Mele

  2. Pingback: L’ovvietà degli attentati nella “società gassosa” | Valerio Mele

  3. Pingback: Valeriomelìa | Valerio Mele

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...