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Perché c'erano due torri al World Trade Center di New York?

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Uno strano sogno tra padri vivi/morti, corpi nuovi e panspermìa post-carnevalizia…

Ho fatto uno strano sogno…

Sognavo di essere a tavola con mio padre (sogno spesso di mangiare con persone morte) e il resto della mia famiglia, nella casa dove sono nato, a Taranto. Nel sogno mi accorgo che mio padre sarebbe dovuto essere morto, così a bassa voce gli chiedo:
- Ma tu non dovevi essere…?
Così comincia a raccontarmi del suo bizzarro viaggio post mortem… Ad un certo punto del cammino, lungo una strada che attraversava campi e boschi, trova un vecchio al margine della strada che gli riferisce due parole (che non ricordo) in dialetto reggino (nel senso di Reggio Emilia, dice…). Si ritrova poi in una sala a pianta poligonale di un castello piena zeppa di oggetti e separé con questo vecchio che gli spiega il suo nuovo corpo… Mio padre, con un corpo effettivamente diverso e più giovane, chiede il permesso di andare dietro un separé… Probabilmente si masturba… Si sposta dietro un altro separé adibito a gabinetto e esulta per il nuovo pene perfettamente funzionante e anche di buona fattura…

Purtroppo non ricordo le due parole pronunciate dal dio!… ekò tepsì… una roba simile… (eppure nel sogno le avevo annotate…).

Digressione psicanalogica. 

La prima cosa che faccio è vedere quali siano i cibi dei morti e perché esista da sempre questa (macabra?… no…) convivialità. Così scopro, in un bell’articolo, che in Puglia si mangia il grano dei morti, la mediterranea kòllyba di cui sagacemente si parla anche qui. Fatto con grano cotto e mele granate, che tanto adoro (frutti di Venere e della Bilancia, segno sotto il quale sono nato), al punto che le ho caravaggescamente ritratte… E la mia considerazione circa il cibo dei morti, va al di là del fatto che oggi sia il “mercoledì delle ceneri” (mentre quello invece è il cibo del 2 novembre…). Sempre di semi sotto terra stiamo parlando, sempre di cicli naturali, inverni psichici, che non vedono l’ora di rompere la loro pelle e germinare…

Si dovrebbe digiunare alle Ceneri… ma poi arriverebbero i morti (come si riporta nell’articolo appena linkato: “Il cibo dei morti poteva essere consumato o meno dai vivi. Nel primo caso stabiliva con i morti un legame biunivoco: mangiato dai vivi li nutriva entrando nel loro corpo, ma nutriva anche i morti, salvando le loro anime. Nel secondo caso il cibo si lasciava ai morti, nella notte tra il 1 e il 2 novembre, nella certezza che questi tornassero nelle loro case per consumare il cibo preparato loro dai parenti. Da qui l’usanza, in varie regioni italiane, di imbandire una tavola completa la sera precedente il 2 novembre, lasciandola così per tutta la notte”)… dunque credo sia meglio mangiare per loro (ma per dove insucchierebbero il cibo i suddetti morti? sono forse parassiti? larve?)… No, no… “cenere alla cenere”R.I.P.

Il punto è che noi siamo i morti.

(Infatti nel sogno alla fine ero io quello che esultava masturbandosi dietro il separé nella stanza di dio).

Ci sono poi echi di tradizioni assai strane, cristianamente blasfeme e a chiaro sfondo sessuale, tipo quella di San Minchilleo (una curiosità: se si cerca il blasfemo “San Minchilleo” su Google si viene dirottati su San Michele!)…  che di questi tempi viene celebrato in Sardegna (dove ancora si travestono da capre sacrificate, come ai tempi del Carnevale, del currus navalis, di Dioniso… Ma anche l’etimologia proposta dai cristiani “carnem levare”, togliere la carne, non è sbagliata… io la intenderei più come smembramento a vivo, che come digiuno…).

Alcuni sardi (qui un bel saggio per chi volesse approfondire) celebrano il carnevale con un rito pagano del tutto simile a quello che si svolgeva in onore di Dioniso… le Antesterie.

Ma devio per un attimo, citando un passo  da Le meraviglie della natura – Introduzione all’alchimia di Elémire Zolla:

“Ad Atene era tempo di vino nuovo, e vi si celebravano le Antesterie, feste del vino nuovo o phàrmakon e della cacciata dei demoni o morti inquieti. Dioniso presiedeva muovendosi su un carro in forma di nave (il currus navalis: il “carnevale”),  lo seguivano in processione satiri, i sacrificatori di caproni vestiti di pelle caprina. Il Carnevale è la festa dei morti che mascherati tornano fra i vivi a mendicare tributi: l’atmosfera è lugubremente scherzosa.

[...]

Il vino nuovo sperde i morti, sempre vaganti dopo lo Scorpione, sempre da esorcizzare. Si lustra e si monda: februm è ogni cosa che purifichi, come la febbre; il Carnevale è festa febbrile.

[...]

E’ tempo di semina e potatura”. 

E a proposito di morti, ecco qui una cartolina autografa a me spedita da Elémire Zolla:

Inoltre, sempre dalla voce della Wikipedia circa le Antesterie:

“Il 13 di Antesterione era il giorno delle pentole, nelle quali si mettevano cereali e miele cotti insieme. Vi è qui un’associazione fra cibo primitivo e cibo dei morti, nel senso di cibo consumato dagli antenati. Ai morti viene infatti offerta la cosiddetta panspermìa (πανσπερμία), una torta impastata col seme di ogni pianta (che è appunto il significato letterale della parola greca). Una sorta di equivalente cristiano della panspermìa sarebbero da considerarsi i kòllyba (neutro plurale greco, κόλλυβα, “pasticcetti”). Il nome deriva dalla parola kòllybos (κόλλυβος) che era il chicco di grano utilizzato per pesare l’oro, e più tardi questa parola veniva utilizzata per definire una moneta che equivaleva ad 1/4 delle monete di bronzo. Gli ingredienti di questi cibi sono ricchi di simbologia. Le mandorle rappresenterebbero le ossa nude; la melagrana simboleggerebbe il ritorno del corpo nella terra”.

Questo (tra l’altro) spiega chiaramente perché tuttora chiamiamo “grana” il denaro… e approfondisce la simbologia della melagrana (e il perché nel sogno mio padre è me… in quanto sono io, come vivente/morente, ad essere morto ed essere eroticamente felice di venire… facendo delle membra coriandoli, cenere o sperma… o gettando parole come queste che sto scrivendo).

Altro che “pasto totemico”, patriarcato, divieto di incesto e parricidio… Qui muore sia il Padre che il Figlio (e senza venire ammazzati!)… Non ci sono più carnefici, vittime, capri espiatori e tragedie greche che tengano… Finita la festa. Sperma in cenere. Col tempo, un po’ alla volta, imparando a vivere (e morire), forse romperemo la catena vittimaria…

Secondo me, è assai probabile che nei riti dionisiaci, inoltre, il piatto chiamato “panspermìa” contemplasse tra gli ingredienti anche il seme umano… Mi pare ovvio… conseguenziale…

 Altra ovvietà è la Cerere nascosta in questo passaggio tra Padre e Figlio…

6.000 miliardi di titoli di stato USA falsi in circolazione?! e nessuno ne parla!

Non capisco… non mi capacito… Come è possibile che una notizia simile non sia  stata ripresa da nessuno come notizia bomba e titoli a sette colonne?… I TG ne ha parlato in modo poco approfondito e frettoloso (da seconda notizia dell’ANSA era diventata nel pomeriggio di avantieri una notiziola da 10 secondi netti detta dopo metà TG 3…), mentre gli italiani sono impegnati a dibattere all’infinito della codardia di Schettino e della farfalla sull’inguine di Belen a Sanremo…  Di che parliamo?

 ”Titoli di stato Usa falsi, per un valore di seimila miliardi di dollari – più del doppio dell’intero debito pubblico italiano – sono stati sequestrati in Svizzera dai carabinieri del Ros per ordine della Procura della Repubblica di Potenza.

[...]

Otto persone [ndr: ma chi sono???] sono state arrestate stamani, all’alba – in Basilicata, Lazio, Lombardia e Piemonte – dai Carabinieri del Ros che hanno sgominato un’organizzazione specializzata in operazioni finanziarie internazionali garantite da titoli del debito pubblico degli Stati Uniti d’America falsificati. Durante l’operazione, denominata “Vulcanica”, gli investigatori hanno sequestrato bond del Tesoro americano per un valore nominale di circa seimila miliardi di dollari.

[...]

I titoli falsi americani erano probabilmente destinati a mega-truffe internazionali. Una delle ipotesi -secondo gli investigatori- è che i componenti dell’organizzazione avessero intenzione di consegnarli ad un governo di un Paese “emergente”; un’altra ipotesi, di offrirli a intermediari bancari o finanziari. In entrambi i casi, l’obiettivo era quello di avere una ingente contropartita in denaro“.

 Già in precedenza erano accaduti episodi simili, che avevano catturato anche la mia attenzione. Questa volta l’ingentissimo valore nominale sarebbe stato giustificato agli occhi dei truffatori dalle violazioni del Trattato di Versaille del 1919, come specifica il sito americano allvoices.com… (“The safes containing the right, with an issue date back to 1934, also contained each infringement of the Treaty of Versailles, which could, in the eyes of criminals, justify the huge amount of money as part of financial exchanges between powers that won World War”. Provo a tradurre… Le casse che contenevano i titoli, con data risalente al 1934, contenevano anche ogni violazione del Trattato di Versailles, che poteva, agli occhi dei criminali, giustificare l’imponente somma di denaro come parte di uno scambio finanziario tra i poteri che vinsero la Guerra Mondiale).

Insomma non è stato chiarito assolutamente nulla di questa immensa truffa (che non poteva evidentemente non coinvolgere soggetti delle istituzioni, per poter funzionare…). Si sa solo, in Italia, che ci sono otto arresti e che la cosa coinvolge una fiduciaria svizzera… Il Los Angeles Times si spinge a dichiarare che servivano a garantire un traffico di plutonio con la Nigeria! (“news reports said they were part of a scheme to purchase plutonium from Nigeria. That might have produced a lot of emails from Nigerians seeking assistance with their newfound fortunes”)…

 Il punt0 è che neanche all’estero hanno recepito l’enormità della notizia, minimizzando alquanto la truffa, dichiarandola improbabile e deridendo implicitamente i carabinieri italiani circa l’evidente inammissibilità di quei titoli… ( Despite the soaring federal budget deficit, the U.S. government does not sell a $1-billion Treasury bond. In fact, the U.S. Treasury doesn’t even sell paper bonds anymore. Transactions are all electronic. The seized documents were the high-value equivalent of $3 carnival bills. “It’s a piece of paper with something printed on it,” Brian Leary, a spokesman for the U.S. Secret Service, said of the $1-billion bonds, which contained the image of President Wilson. “It’s worthless”. U.S. authorities helped Italian police determine that the bonds were fakes.  Dunque… riprovo a tradurre: Nonostante l’impennata del disavanzo del bilancio federale, il governo degli Stati Uniti non vende titoli cartacei del Tesoro da $ 1 miliardo. Infatti, il Tesoro americano nemmeno vende più titoli di carta. Le transazioni sono tutte elettroniche.
I documenti che sono stati sequestrati avevano tuttalpiù un valore equivalente a quello di  fatture di carnevale da $ 3.
“E ‘un pezzo di carta con qualcosa stampato sopra”, ha detto Brian Leary, un portavoce dei servizi segreti statunitensi, delle obbligazioni da 1 miliardo di dollari, che contenevano l’immagine del presidente Wilson. “Non hanno alcun valore”.
Le autorità statunitensi hanno aiutato la polizia italiana a stabilire che le obbligazioni erano false).

 Ma c’è da chiedersi… quali amicizie istituzionali potevano avere i soggetti arrestati per confidare nella credibilità di una così grossolana (per gli americani del Los Angeles Times e dei servizi segreti) o raffinata (per i Carabinieri) truffa? E soprattutto, dato il continuo parlare di sacrifici da compiere per gli immensi debiti accumulati da paesi come il nostro (appartenente al disprezzato, dai razzisti anglofoni, circolo internazionale dei P.I.I.G.S.), siamo proprio sicuri che il nostro debito non sia zeppo di titoli falsi?… Spingendomi ancora oltre… siamo proprio sicuri che tutti i titoli del debito in generale (dalla composizione così complessa che occorrerebbero anni per decifrarne la composizione) non siano in un certo senso “falsi”, arbitrari, basati su imposizioni o garanzie molto discutibili o vere e proprie truffe sotto banco? (data anche la consuetudine della vendita dei titoli di stato sul mercato secondario…).

Io credo che sia il capitalismo stesso (finanziario e non) ad essere fondato sull’arbitrio e sulla truffa, presa da tutti per buona, specialmente finché le cose vanno bene… Ma la cosa che non capisco è come si possa continuare dormire sonni tranquilli e restare beatamente buggerati anche quando le cose cominciano a crinarsi e non resta più uno straccio di convenienza dall’essere idioti…

 Mi domando, infine: se quel che è stato scoperto fosse la punta di un iceberg, come si farebbe a credere alle facce sobriamente cupe del governo tecnico italiano che stanno depredando la popolazione per conto terzi (la cosiddetta troika: UE, BCE, FMI) con operazioni che qualcuno giustamente definisce criminali (“Il miliardario Soros ha chiesto che la Bce presti denaro all’1% a Italia e Spagna, non alle banche. Ma non e’ all’ordine del giorno. Senza questi aiuti, gli Stati in difficoltà sono condannati di fatto al rimborso massimo, coordinato dalla troika, composta da Ue, Fmi e Bce”)?

Nel frattempo le banche italiane dipendono completamente o quasi (70%) dalla BCE… Un po’ alla volta il mondo intero diventa vittima di una truffa globale che si impone attraverso le istituzioni generalmente riconosciute da maggioranze inebetite.

Le oche starnazzanti della “sicurezza” e la dea Moneta.

CONTADINI – Signor Ubu, di grazia, abbiate pietà, siamo poveri contadini.

PADRE UBU – Me ne frego. Pagate.

CONTADINI – Non possiamo, abbiamo già pagato.

PADRE UBU – Pagate o finirete nella mia tasca!

(da “Ubu re” di Alfred Jarry, atto terzo) 

 

Sono affari nostri se la Borsa va giù o affari loro? o non si vendono i titoli di stato? Perché questo costante martellamento per persuaderci di essere parte del loro gioco? Sono io parte dello Stato? o del Big Business?… (ho una carta di identità, maneggio qualche euro…) Oh sì, certo che è così… ma… siamo proprio sicuri? Siamo proprio sicuri che quel che siamo è nei portafogli? E senza propaganda e pubblicità esisterebbe lo Stato e la Borsa?… Credo di no.

Ti verrebbero a prendere a casa… e ti getterebbero in carcere (se ti va bene) senza che tu sappia neanche il perché. Si farebbero le leggi in gran segreto, per giustificare i peggiori soprusi. Oppure, allo stesso modo, potrebbero invitarti ad entrare nelle sale dove si decidono cose che nessuno conosce… a partecipare al banchetto insensato, non più pubblico, condiviso. Niente repubblica, solo una dittatura senza consenso che si farebbe conoscere dall’uso casuale o arbitrario della forza o del suo (poco probabile) contrario. Potrebbe mai esistere?… Non per molto… Ci sarebbe instabilità. Ognuno si arrogherebbe il diritto di legiferare segretamente e imporre l’obbedienza alle leggi. Sarebbe una “guerra per bande” (come lo è anche adesso, se non fosse per la propaganda che tutto copre e trasforma, sotto un manto di universalità). Ma ci si potrebbe interrogare anche sulla necessità di un centro… che non c’è… e da cui ci si dovrebbe tenere a debita distanza (come per il buco nero e il suo relativo orizzonte degli eventi al centro della galassia…). Insomma è un fatto dinamico… Occorre sfuggire alla gravità… e dai volti gravi dei sog-getti che dicono che la situazione è grave… mantenere la distanza, la sola cosa che permette di distinguere enti ed eventi… e interagire senza mostruosità (stesso etimo di “moneta”) con gli altri (e con se stessi). Ormai è questione di come evitare la psicosi… (sennò che schizo-capitalismo sarebbe?).

PS: Pare dunque che Giunone (dea madre e moglie per eccellenza) amMONisse tramite le oche dall’invasione dei nemici… e che questo MONito per difendere un territorio abbia dato origine alla MONeta… che i greci chiamavano “nòmisma”=cosa stabilita dalla legge (=”nòmos”)… da cui numismatica, numero… ma anche i “nomoi”, i distretti dell’antico Egitto o dell’attuale Grecia. L’arbitrarietà, l’ocaggine di questo potere dettato e scusato dalla difesa di un territorio da un’aggressione, l’ocaggine che oggi chiameremmo “sicurezza”, è dunque la “MONstruosità” cui accennavo…

L’”autonomia in/dividualista” in questo senso designa un certo territorio virtuale, immateriale, da ridefinire e ritagliare di volta in volta… una regola del gioco, che non può essere definita universalmente, ma che segna uno strappo (alla lettera: mediante una sorta di symbolon, una “moneta” divisibile) rispetto allo starnazzante allarme del potere armato, sovra-determinante, “surcodificante” (direbbe Deleuze)…

* * * * * * *

PPS: In alchimia Giunone è associata alla coda di pavone-volo astrale (del plusvalore?…) che precede la formazione dell’oro  ☉ (dell’elemento “divino”, sovra-determinante, con pretese universali… mediato in questo caso dall’argento  lunare  ☽ , notturno, dell’invasione del nemico). Nella moneta qui rappresentata, ci sono sia la dea madre e moglie per eccellenza (che difende la sua prole, coloro che condividono il volo astrale del plusvalore) che gli strumenti della lavorazione del metallo-anima degli alchimisti. Le armi di persuasione e propaganda dalla dea dei territori, della stabilità, della “sicurezza”, del verbo tintinnante (al pari delle spade) della zecca di Roma… Di qui anche l’eresia marziale ♂ (rubedo) dei romani: “Non con l’oro ☉ , ma col ferro  ♂ si conquista Roma”.

Altro richiamo alchemico è nel nome di Brenno (il Corvo), il gallo vinto dagli schiamazzi delle oche capitoline… la nigredo ♄ cui segue l’albedo  ☿   ☽. La sublunarizzazione-sussunzione della natura (di quella Venere- jeune-fille  ♀,  moglie di Vulcano, il Fabbro per eccellenza, forgiatore d’anime-metalli), la sottomissione del “nemico”, della forza lavoro… ecc, ecc…

Fermo immagine | Discontinuità

Fermo immagine.

 Il Colosseo visto dalla Domus Aurea

Su di una panchina vicino al Colosseo, viale della Domus Aurea… Lei sdraiata con la testra poggiata sulle cosce di lui, che è seduto…

LEI – Ma cosa rimarrà di questo istante?…

IO – Quale istante?

LEI – Questo… Non lo possiamo fermare… A questo istante succede un altro istante e poi un altro…

IO – Beh… diciamo che è un’impressione… quella che il tempo scorra… noi ci siamo immersi… ma non è detto che un istante non sia “sospeso” tra presente-passato e futuro, tra ordine e caos entropico… e ogni istante non sia scomponibile… all’infinito… Si, ma in effetti il tempo scorre… e non possiamo farci niente…

LEI – Sì… e poi moriamo… E che senso ha tutto questo?

IO – Tutto questo cosa?

LEI – Tutto questo: il sole che ci scalda, la panchina, l’amore…

IO – Nessuno… C’è… Dà l’impressione che ci sia un senso, solo per il fatto che (probabilmente) ci siamo… siamo catturati in questa vibrazione più o meno armonica… Ci siamo ritrovati da questa parte… Ma il senso esiste solo in quanto vi è un non-senso… Te lo domandi quando sei viva… te lo domandi da sveglia… ma se dormi non ci sono più queste domande… Dunque quando ti poni queste domande, dormi…

Si appoggia con una guancia sulla mia coscia destra. Le scosto i capelli con la mano sinistra e le accarezzo la nuca, mentre il sole le illumina l’altra guancia… Si addormenta. Prima di cadere nel sonno mi stringe la mano per un istante. Poi quel che io vedo (il tizio che fa 太极拳, l’uomo seduto di fronte con gli occhiali da sole, i due che si riprendono a turno con una steady-cam dotata di braccio meccanico) lei non lo vede… Probabilmente neanche io.

Sole tra gli archi del Colosseo

Discontinuità.

Dopo quello che ho chiamato l’ultimo filosofo, dopo l’apertura decostruttiva (Derrida) o macchinica (Deleuze) del post-strutturalismo… dal piano della riflessione, si è passati alla realtà. Nelle fondamenta del mondo si aprono voragini, tutto quel che era crolla e va in frantumi… impossibile recuperarne il senso passato, impossibile costruirne uno futuro. Non possiamo percepire l’85% della materia (il fantasma fecale del nostro cosmo), siamo ciechi per 4 ore al giorno per via delle saccadi, ascoltiamo musica con 44.000 silenzi al secondo che non percepiamo, tra un atomo e l’altro vi sono spazi, campi, relativamente immensi, tra le stelle e le galassie vi è una dimensione spazio-temporale discontinua… granulare, a brane, a più dimensioni… abbiamo un genoma spazzatura che sta lì senza un perché (e questo solo perché non trasmetterebbe “informazioni”…), un chilo e mezzo di batteri nel nostro corpo, vediamo il flusso di immagini senza vedere i singoli fotogrammi, vediamo l’immagine sullo schermo senza vedere i pixel RGB.

In economia la valorizzazione che conta è in negativo… è il buco di bilancio a creare valore… buco che si è ormai diffuso (“spread”) ovunque… e ce l’hanno un po’ tutti (e questo alla lunga rende impossibile il capitalismo, che può perpetrarsi solo crinandosi in crisi, accumulando con ferocia o sopprimendo i creditori di volta in volta… Dunque compaiono buchi e distorsioni anche nel Diritto e nelle democrazie… nelle ideologie come nelle esistenze messe precariamente a lavoro… Ma la violenza è un lusso che è possibile fino a un certo punto…).

Infine, viviamo morendo progressivamente

L’informatica sembra consacrare una cospirante assenza di spazi di ambiguità, obbedendo solo alla logica binaria di input/output (I/O) il nuovo soggetto monadico, computante e paranoico inventato da Leibniz, che magari Freud provò ad investire di (s)cariche libidiche, di giubilo di fronte al rocchetto che compare e scompare davanti agli occhi dell’infante (il gioco del fort-da, una specie di cucù-sèttete), ma che, dato il numero incredibile di ripetizioni di impulsi I/O che quella logica gestisce, per esempio, in un processore, è più un rumore disarmonico, il ron ron della macchina di cui delirava Antonin Artaud… quello che ci svuoterebbe appunto di quello che c’è in mezzo tra un sì e un no, tra un vivente e un morto… quello che continuiamo ad affermare contro Tutto, ad ogni passo, ad ogni impulso elettrico della nostra chimica (dis)organica… tra scosse, brividi, contrazioni, decontrazioni e fasci di nervi…

Insomma questa vita quantizzata, digitalizzata, discontinua è insopportabile. Spossessa continuamente di sé… ma in un modo che non è quello proprio della naturaBataille avvertì che siamo accomunati intimamente dalla “continuità” (la “sozzura”, la morte, il sesso)… io non avverto niente di tutto ciò. Non ho niente in comune con niente e nessuno… mi percepisco come una discontinuità imprevedibile e radicale, priva di appartenenza… un vivente assolutamente contingente. “Sentirai di appartenere al tutto quando non sentirai più”, mi dicevo l’altro giorno alle 5 di notte, senza capire il senso di questa frase… Questo tutto di cui sarei parte dunque non esiste che a condizione di morire e non è conoscibile… Resto dunque una parte eccedente… schizzata fuori di -getto dal Tutto, che è infinitamente meno di quel che c’è ora, nei pressi, in questa stanza, tra le mie dita sulla tastiera illuminate da uno schermo a 60 Hz di refresh… prima di chiudere gli occhi come Shiva e far scomparire questo misero assoluto in un sonno incomunicabile… anche a “me stesso”, a questo nodo attorcigliato… in procinto di sciogliersi.

Buonanotte… zzzzzz.

Il mio 15 ottobre – ovvero Della diserzione

La testa del drago. Cronaca della giornata.

Fui un obiettore e ora un disertore convinto.

Alla battaglia per la migliore inquadratura ci andassero i tronisti…

(scritto il giorno dopo)

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“Piazza mia bella piazza (girando in tondo con l’indice sul palmo),

qui c’è una lepre pazza…

Il cacciatore PUM PUM (percuotendo il centro del palmo)sparò

e la lepre… chirichirichirichiri (questo è solletico lungo il braccio fino al collo…)

se ne scappò.

(Filastrocca infantile)

Già alla stazione di Ciampino trovo persone insospettabili, “femministe” sulla cinquantina di “Se non ora quando”, quelle che avevamo boicottato l’8 marzo, che vanno ad una manifestazione che si preannuncia tesa… Tra me e me sul treno che mi porta a Roma, penso a come sarà la mia deriva per le vie della città (qui il mio percorso individuale)… Vado a Roma come un turista ad un safari, armato di macchina fotografica, che si rivelerà solo un travestimento, visto che capisco fin da subito che riprendere o fotografare soggetti e fatti è alquanto inopportuno… mi sentirei un delatore involontario. Ed è comunque riduttivo… perché quando esco dalla Stazione Termini trovo il corteo già avviato (non ne distinguo né la testa, né la coda) e una folla sterminata che si traveste, cerca di inserirsi nel fiume di gente, si accoda dietro ai carri dei vari spezzoni che sfilano come fossero a carnevale, ma con carri che vendono birra, lanciano slogan e danno indicazioni… Cinema e Teatro occupati, con Arlecchino in cima al loro carro, Globalproject, Cobas, centri sociali, studenti, NoTav, USB, CUB, Rifondaroli, varie tipologie di anarchici… Bandiere di tutti i tipi, tanto sole… sembra una grande festa… ma con volti tesi e anche piuttosto incazzati (pochissimi i veri “indignati”, che a Roma non hanno raggiunto il centinaio e tutt’ora stentano a trovare consensi per i loro continui snobismi, scarti e soprattutto per la tendenza filo popolo viola, quella un po’ stronzetta e legalitaria che ha inquinato del tutto, grazie ai suoi innumerevoli replicanti – IDV, Santoro, Travaglio, Grillo – il dibattito politico italiano… e che davanti alla crisi vera comincia a perdere colpi e mostrare il suo conformismo, se non fascismo, latente). Slogan contro la finanza, ma soprattutto contro il sistema capitalista e maschere odiose (non fosse altro per la pochezza fascistoide di quel film, per l’ideologia ridotta a vendetta personale, risentimento, per la sussunzione della A cerchiata nella V cerchiata) di “V per Vendetta” o l’ambiguità e l’ambivalenza di Anonymous (sabotatori informatici che testano l’efficienza dei software di sicurezza o comunque valorizzano il paradigma e il dispositivo informatico che attaccano). Ma io voglio vedere la testa… chi c’è in testa… così decido di prendere una scorciatoia… voglio capire come è composta la fiumana (so fin da principio di non appartenere a nessuno spezzone… son qui per analizzare, capire, se ci sono punti d’aggancio, se c’è qualcosa che m’interessa, che condividerei…). Imbocco via Daniele Manin, la parallela a sinistra di via Cavour, dove sta sfilando il corteo, che vedo a intermittenza dalle traverse. Supero le scale transennate di S. Maria Maggiore e continuo per via Paolina… Incrocio il corteo all’altezza dello spezzone di Rifondazione. Dopo pochi minuti sento un annuncio dal camion di Rifondazione: “Mi dicono che più avanti hanno incendiato un albergo… ora ci fermiamo e decidiamo cosa fare”… Supero le bandiere rosse e giunto alla curva mi rendo conto che sale del fumo piuttosto alto lungo la fiancata di un palazzo. Mi trovo affianco ad Andrea Rivera (quello delle citofonate) che dice: “Annamosene, va…”.

Io resto e cerco di capire dove sia schierata la polizia, che (molto stranamente) non si vede proprio… Punto le scale a sinistra di via Cavour verso S.Pietro in Vincoli… Passeggiata turistica e affaccio sul corteo. Dall’alto scorgo due macchine incendiate e il corteo che continua come se niente fosse (del resto fa pendant con gli slogan anti banche e capitalismo finanziario… ma forse, più semplicemente, si sottovaluta il tentativo, da parte di vari gruppi di ragazzi col casco, interni al corteo, di alzare il livello dello scontro… prevale una più mandriana logica di camminanti, di manifestazione-sfilata che da tempo non ha quasi nessun effetto in Italia, grazie ad un sistema mediatico totalmente assevito, impegnato quotidianamente a far scomparire i fatti e a seguire solo la narrazione del governo o, in misura molto minore, dell’opposizione, che è comunque di orientamento liberale…). Il carro più lungo è quello di Globalproject, i negriani (si trattano bene…). Pare tutto tranquillo. Niente polizia, giusto i vigili del fuoco e qualcuno che pulisce. La cosa non mi piace per niente… Gli elicotteri continuano a controllare dall’alto. Scelgo di raggiungere il Colosseo con una lunga deviazione… Passeggiare sotto il sole è molto piacevole. Ancora turisti, manifestanti a cui non sta piacendo la piega che ha preso il corteo e semplici girovaghi… Continuo a cercare di capire dall’alto, affacciandomi da largo Gaetana Agnesi, quello che sta succedendo in questa manifestazione. Vedo siparietti divertenti, ma anche un po’ ambigui. Ragazzi incappucciati e velocissimi che scrivono slogan su muri bianchissimi, rimproverati se non allontanati con la forza da omoni dei vari servizi d’ordine… I più ostili sono quelli dei Cobas… Rimango colpito dalla velocità dell’azione e dalla capacità di scomparire in poco tempo allo sguardo, anche il mio che in teoria potrebbe distinguere meglio… Il moto browniano di queste particelle sfugge alla molarità della massa… Non passano che pochi minuti e la tensione all’interno del corteo sale improvvisa. La gente si muove come pesci in branco al minimo scoppio o al minimo accenno di rissa. È proprio quel che sta succedendo lì sotto, vicino al Colosseo. Un tizio sale su per i giardinetti… Gli chiedo come mai. Mi spiega che dei ragazzi col casco volevano entrare nel corteo e il servizio d’ordine li ha insultati e respinti… (poi saprò, dai diversi servizi televisivi e dalle riprese, che hanno preso le parallele a destra del corteo, dalla parte opposta che io ho percorso e hanno fatto un po’ di macello, da bravi casseur… o black bloc, come li definiranno i commentatori di regime di questo 15 ottobre, rievocando con la bava alla bocca i fasti repressivi di Genova… o infiltrati come preferisce la tradizione paranoide e squadrista degli stalinisti o la coglionaggine dei legalitari-giustizialisti).

Proseguiamo per via Labicana. Io continuo a seguire il corteo a sinistra, ma voglio tagliare a destra per arrivare a piazza S. Giovanni direttamente (niente da fare, non mi piacciono gli skinhead che bevono birra al Bar Colosseo… rinvio la deviazione). A quel punto di nuovo annunci dai megafoni del carro, questa volta dei Cobas, che ci invitano tutti a metterci sul lato sinistro perché hanno dato fuoco ad un cassonetto (in realtà si tratta di un po’ più di un cassonetto: una caserma, qualche auto, ecc…). Mi infilo nei giardinetti di questa villa, dove mi metto a chiacchierare col giardiniere precario, un po’ preoccupato dell’eventuale lavoro extra, ma d’accordo con la manifestazione… Sostiene che avrebbero fatto meglio a incendiare i palazzi del potere… Sorrido, pensando all’ingenuità strategico-militare dell’ipotesi (anche piuttosto qualunquista)… ma se non altro registro una vaga adesione ideale alla manifestazione nel pecariato assunto dal comune di Roma… Il corteo intanto, incurante dell’annuncio, ha riguadagnato l’intera larghezza della strada… Io lo attraverso e mi muovo per raggiungere prima piazza S.Giovanni… Lungo la parallela c’è praticamente un corteo bis, così devio ancora per traverse sulla destra e, all’angolo tra via Annia e via Celimontana, seguendo un improbabile gruppo di turisti tedeschi attempati, quando sono davanti al piantone del Policlinico Militare, vedo sfrecciare a tutta velocità svariate camionette e volanti di polizia e Carabinieri… Il tizio, piuttosto giovane e con un fucile di mezzo, mi chiede: “Ma che è successo?”. Escono anche un paio di impiegati dalla faccia sospettosa che non mi piacciono per niente… Rispondo: “Non so… dicono che hanno incendiato un cassonetto…”. Osservano: “Sì, lo sappiamo… ma tutti questi mezzi! Mi pare esagerato!”. Ordinano di chiudere la cancellata. Non si sa mai… Continuo a caracollare per via Celimontana e a questo punto per capire cosa sta succedendo accendo la radio. Radio Onda Rossa mi ragguaglia sul casino che c’è in piazza S. Giovanni, così decido di aggirare ulteriormente fino a che mi trovo all’angolo tra via della Navicella (dove sono parcheggiate tre camionette, nel caso dovessero estendersi gli scontri) e via dell’Ambaradan. Provo ad avviarmi verso piazza S. Giovanni ma, mentre sento le notizie tremende della radio, vedo come un plotone che batte la ritirata. Musicisti di samba che con musi lunghi per la mancata esibizione. Chiedo spiegazioni e mi sconsigliano di continuare… dicono che la piazza è piena di lacrimogeni, le camionette fanno i caroselli. In effetti in quella direzione si leva un denso fumo nero e bianco. Alla radio sento la battaglia, l’accerchiamento, le cariche, gli investimenti, la piazza circondata… Vengo a sapere che appena ho lasciato il corteo in via Labicana c’è stata una carica (erano i mezzi che avevo incrociato prima all’angolo di via Celimontana). L’unica via di fuga sembra essere proprio via dell’Ambaradan, ma chi è in piazza non vuole andarsene. Si ostina in un corpo a corpo violento quanto sterile con la polizia, visto che il grosso del corteo tra l’altro è stato deviato verso il Circo Massimo. In pratica le forze dell’ordine hanno impedito la conclusione di una manifestazione legittima tagliando e isolando la testa del corteo. A quel punto i manifestanti isolati si sono incazzati e hanno preso a lanciare sassi insieme ai casseur di prima, usciti dalle traverse di via Labicana, che erano stati respinti anche in modo piuttosto ipocrita e sbrigativo dal corteo più frammentato e internamente conflittuale che abbia mai visto (Qui il “linciaggio” dell’iconoclasta per ristabilire la dottrina catto-comunista)… Insomma una débâcle… per la causa degli Indignados che avrebbero voluto accamparsi a S. Giovanni… una prova di forza della tenuta del “movimento” di fronte ad una polizia pasticciona (che presumeva di sgombrare fronteggiando mille o tremila persone legittimamente radunate) senza adeguati mezzi e con pochi uomini. Dopo aver lasciato che si innalzasse il livello di conflitto, lasciando scassare a casaccio senza intervenire (magari anche con qualche piccolo aiuto… ma davvero non ce n’era bisogno dato il livello di incazzatura crescente, da parte di molti anche nei confronti della manifestazione), chi era nella cabina di regia a manipolare i suoi reparti magari ha ben pensato di cercare il morto o il ferito tra le forze dell’ordine… sarebbe stato un precedente per un lunghissimo “divieto di manifestazione”, in perfetto stile fascista, come il sindaco di Roma… ma non c’è stato… (scatta invece tra i “pacifisti”, o meglio tra i comunisti vecchio stampo anche un po’ reazionari, ad ogni botto di petardo, un coro automatico di “Fascisti! Fascisti!”, che vale per qualsiasi cosa non si conformi alla sfilata modello… giorni dopo infatti ci sarà una manifestazione pacifica della FIOM, giusto per neutralizzare del tutto e spegnere nelle narrazioni vendoliane o nella retorica sindacale di Landini il clima pesante e sovreccitato che s’è venuto a creare…). Così me ne torno passando dal Circo Massimo verso l’Arco di Trionfo… Sono tutti lì quelli che hanno abbandonato alle mazzate la testa del corteo… o che hanno prudentemente protetto i “pacifisti”… alcuni dei quali si scopriranno violenti delatori, fornitori di testimonianze audiovisive alla polizia… comunque facce tristi… Per quanto si voglia dipingere positivamente la giornata, risulta evidente che qualcosa è andato storto… e parecchio. Si sono scassati obiettivi a cazzo di cane, non si è compattato niente, non si è adottata nessuna strategia, non c’è stata particolare intelligenza tattica (giusto una prova di resistenza per i prossimi round), poca solidarietà tra gli spezzoni del movimento, tanta volontà di potenza di professorini e partitini del cazzo… Alle luci del tramonto, la mia impressione è quella di un esercito in ritirata… Così decido di andare controcorrente lungo il fiume arenato dei manifestanti e raggiungere nuovamente la stazione Termini. All’imbocco di via Cavour, dietro le ultime sigle anarco-sindacaliste, vedo plotoni di polizia in borghese dalle facce truci… brrrr… Risalendo via Cavour attraverso uno scenario fatto di vetrine rotte, macchine incendiate e scritte sui muri qua e là. Tutti si fermano a fotografare. Su tutto prevale il rumore delle camionette che puliscono le strade. Rumore di una normalità insensata e opprimente, anche nella distruzione degli oggetti più o meno simbolici…

Il nemico è nel portafogli…

Considerazioni

Insomma lo STATO D’ECCEZIONE modello Carl Schmidt continua (molti non se ne sono neanche accorti dato il poco peso che si è dato agli arresti preventivi nei mesi scorsi)… Doloroso vedere video in cui signore anziane vogliono menare i loro nipoti teppistelli (colpevoli solo di avere il look sbagliato)… Forse è proprio la “guerra di tutti contro tutti” di hobbesiana memoria. D’altronde le telecamere sono dappertutto… i punti di vista sovrapposti e confusi… la violenza idem… Semplificare (come si sta facendo, nel modo grottesco e incredibile dei media), in questi casi, vuol dire rafforzare l’apparato di sorveglianza e punizione e sollecitare l’Altro di cui ha bisogno il sistema per performare al meglio (il Terrorismo, ecc… che evidentemente proprio non c’è…). Le visioni del black bloc della Repubblica (davvero una farsa di articolo!), il pessimo servizio del TG3 che riprende quelle tesi, il prendersela coi soliti capri espiatori, che in realtà sfilavano tranquillamente in corteo senza far casino… fanno capire che l’azione repressiva sarà dura e indiscriminata…

Ma la crisi lo sarà di più… e metterà a tacere tutti. Non c’è niente da fare. Né azione, né reazione.

(scritto il 16 ottobre)

Oggi in ogni famiglia c’è almeno un nemico.

* * * * *

Nei giorni seguenti il mainstream mediatico e mediocratico (anche nel senso di mediocre) monterà la vicenda a modo suo… producendo più che altro una montatura insopportabile, portando i discorsi sulla dicotomia sterile e reazionaria violenza/non-violenza… come se non fosse violento rendere inutili le manifestazioni per anni, minimizzandole con le agenzie e i telegiornali; come se non fosse violento impedire in ogni modo che si sviluppi anche una rappresentanza istituzionale di istanze estranee alla religione liberale o liberista; come se non fosse violento, il giorno prima al Parlamento, scippare l’ennesima fiducia, questa volta col trucco dei radicali ligi ai regolamenti… come se non fosse violento bombardare i libici, come se non fosse violento negare diritti ai profughi rinchiudendoli nei CIE; come se non fosse violento derubare il futuro di milioni di persone con dei giochi di prestigio finanziari; come se non fosse violento barricarsi in una gerontocrazia di vecchi avidi, idioti e avari e impedire alle generazioni degli ultimi 40 anni di avere i diritti e le condizioni materiali delle precendenti; come se non fosse violento ogni fottuto supermercato, bancomat, casello autostradale o tornello della pubblica amministrazione, delle fabbriche o delle aziende; come se non fosse violenta l’idiozia imperante di dover continuare a pagare tasse e lavorare per sopravvivere… se non addirittura lavorare gratis… per ingrassare un mondo che premia in modo smisurato solo chi è più stronzo.

Dirò di più: il mainstream, lo Spettacolo, il taglio di montaggio del “potere”, vuole il sangue… Non c’è rappresentazione più perfetta di quella che rischia di smarrire il suo ordine, di quella che suscita emozioni primitive, sollecita il sistema, una reazione, una risposta… non c’è eroe mediatico migliore del black bloc… quanto meno del suo mito… Il Ribelle, l’individuo marginale (come può esserlo anche un broker rispetto alla Borsa o un massone rispetto allo Stato), che fino ad allora aveva zigzagato lungo il corteo per non farsi acciuffare (come io avevo zigzagato per disertare la fiumana di gente più o meno conforme, il drago…), ad un certo punto conquista il proscenio, diventa un mucchio di pixel su tutti gli schermi, con un estintore in mano… e tutti ad improvvisarsi detective, identificare, rendere identico quello che non lo è (che non corrisponde ad alcun modello, che mischia memi anche contradditori tra loro, versioni semplificate della realtà, format signoraggisti, perfino proto-nazisti…). Non è il Grande Fratello… non dobbiamo nominare chi deve uscire dal contesto della gabbia degli uomini liberi, giusti, onesti, residenti, cittadini a modo… Non si possono addirittura rispolverare leggi speciali (come ha ventilato Di Pietro: ”Si deve tornare alla Legge Reale. Anzi bisogna fare la ‘legge Reale 2′, alias Di Pietro, contro atti criminali come quelli di Roma. Si devono prevedere arresti e fermi obbligatori e riti direttissimi con pene esemplari”) dei tempi degli anni di piombo, per dei danni alle cose… ma ancor di più, per quello che tutta la società dello Spettacolo, della Simulazione e tutti i telegiornali in realtà desiderano. La notizia non c’è senza lancio di estintore, senza camionetta bruciata, senza blecchebloccheIl sistema performa meglio dove si crina, dov’è in crisi, dove genera la sua crisi... Ecco che i ragazzi che sono stati messi sotto dai caroselli delle camionette e resistevano al nulla, al potere che non c’è (ma che ha ancora bisogno di manifestarsi, in modo spettacolarmente territoriale e dispotico, sotto forma di manganelli, solo per far credere che lì vi è del potere… in qualche luogo preciso, istituzionale) sono vittima di un equivoco. Non c’è realtà del conflitto… solo una crassa farsa, una simulazione beota. Specialmente quando il luogo è ad alta rilevanza mediatica. La realtà si neutralizza, scatta la simulazione generale… Si attiva l’auto-panopticon… tutti riprendono tutti, cominicia la delazione generalizzata, il monitoraggio reciproco… La polizia chiede ai cittadini di fornire le prove registrate dei reati… I poliziotti vengono ripresi nella loro più o meno sportiva azione repressiva. Tutti sono chiamati ad essere poliziotti e black bloc di loro stessi… si cerca di insinuare in tutti un conflitto schizofrenico (ma non era una manifestazione che contestava il “potere”?)… come schizofrenica è una manifestazione che deve necessariamente alzare il livello di scontro per poter attivare la digitalizzazione collettiva delle immagini, l’eccitazione dei sensori, perché si riprenda all’infinito, da migliaia di angolazioni diverse… e inevitabilmente si annulli e ingolfi il pur implacabile e tremendo divenire del reale…

Senza questo schizo-capitalismo non c’è Spettacolo… non c’è nulla da raccontare, né narrare… c’è un trauma infinito, irrisolvibile, senza esito. Ogni scontro-evento si avvita su se stesso in suddivisioni infinitesimali dello scontro, si annulla infine nelle foto ricordo e si spegne un po’ alla volta… Quel che resta è il dispositivo che innesca, la macchina del controllo automatico che si perfeziona, che impara dalla sua sollecitazione, le contromosse; dall’esperimento con cavie umane, la tattica militare e mediatica; dai desideri, il loro possibile reimpiego o il loro appagamento riproposto in forme più innocue, più fashion… con surrogati, feticci, nuove merci, nuovi modelli umani…

Spunti

Nei giorni successivi alla manifestazione (così come era avvenuto tra le squadracce staliniste dei Cobas e i ragazzi incappucciati) in Grecia i membri del PAME hanno aggredito anarchici e popolazione greca con pestaggi indiscriminati… Bandiere rosse a difesa della polizia, che difendeva il parlamento, contro bandiere nere e manifestanti… botte da orbi… divide et impera.

Nulla fa pensare che questo pattern non si replichi in futuro, dato che ci attendono anni di scontri sociali e politici… se non guerre vere e proprie…

“E’ interessante notare che, sul piano strettamente visivo, questi “riots”, queste azioni rivoltose, sembrano le uniche in grado di colpire alla stessa velocità dei famigerati mercati finanziari. In termini puramente simbolici, le fulminee azioni della guerriglia urbana danno cioè l’illusione di essere le uniche capaci di tener testa al ritmo forsennato della speculazione finanziaria, che abbatte i prezzi dei titoli, aumenta i tassi d’interesse e offre un alibi ai governi che colpiscono il welfare e il lavoro. Potremmo dire, insomma, che a un primo sguardo i “demolitori” sembrano i soli in grado di “colpire veloci” come gli speculatori” (Emiliano Brancaccio).

Un esempio lampante di dromocrazia… In un certo senso questa violenza furtiva e rapidissima ci colpisce in ogni istante migliaia di volte… con i mille dispositivi di comunicazione cui siamo connessi. Eppure tutta questa macchina(zione) ha un punto debole… dipende da pochi elementi di fondo (Denaro, Lavoro, Centrali, Modelli, ecc) che abbiamo troppo interiorizzato per mettere in discussione… Ma a questo punto, rimettere in discussione i “fondamentali”, giocare un’altra partita, è forse l’unica via d’uscita.

Qui i dubbi di una ragazza sul senso della protesta… di borghesi delusi e defraudati… che se la prendono con la finanza… che è probabilmente la sola cosa che li tiene in vita e tiene in vita un sistema purtrescente e irriformabile:

‘Non sono proprio tutte le persone che credevano in un modo o nell’altro nel sistema capitalista quelle che ora, deluse, vanno a protestare? Non è questa la gente che sente che il sistema le prometteva una dignità che ormai hanno perso? Non sono queste le persone che hanno creduto alla favola della “democrazia”?’ Questo è ciò che accade con tutte le chimere, alla fine evaporano, lasciando dietro di sé una scia di scontenti, defraudati, indignati.

Ci si dovrebbe domandare cosa può esserci dopo il paradigma uscito dalla Rivoluzione Francese… dalle Repubbliche, dagli Stati Nazionali, dalle Democrazie rappresentative… Si sta esaurendo un ciclo. E non ci si è neppure cominciati ad interrogare sulla dissoluzione della forma stato e quello che verrà… di certo non sarà la catastrofe che ci si immagina… dipende dai punti di vista…

Tutto decade e poi muore. Per fortuna di chi verrà.

Dopo i riot e gli arresti del 15 ottobre. I negriani vogliono solo un potere più diffuso, “moltitudinario” come dicono loro, ma mai coincidente con ciascuno (e ciò va in culo ai loro “figli”, a quelli che si sono buttati nella mischia rimettendoci la libertà)… vogliono fare i capetti… come hanno spesso fatto i marxisti. Loro sono “dotati”… Poi, qui in Italia, la carriera è assicurata… un posto lo trovano sempre i professionisti del “tumulto” col culo altrui:

“Riteniamo sia di fondamentale importanza riaprire la riflessione e il confronto su un nuovo federalismo post-statale, da intendere non come modello o forma di governo ma, al contrario, come processo orizzontale, pattizio, aperto, in grado di coinvolgere una pluralità di poteri, SOGGETTI ED ISTITUZIONI DOTATI ab origine di CAPACITA’ COSTITUENTE. Un federalismo, per usare le parole di Luciano Ferrari Bravo, concepito come CONCENTRAZIONE DI POTERE NON CENTRALIZZATA, capace di tagliare trasversalmente e ricombinare dimensione territoriale e sociale”.

Grande opera di recupero della protesta all’interno di una dialettica innocua… una deviazione della “locomotiva” su un binario morto… E’ una critica spuntata quella che non tocca i fondamentali (Lavoro, Denaro, Prezzo, Banche, Stato, ecc…). Un’altro esempio di come si stiano annacquando i dibattiti sulla crisi… arrestando la critica e l’analisi con un linguaggio gergale, vago e alquanto paraculo…

Alla manifestazione del 15 è poi seguita una serie di occupazioni… a partire da #occupywallstreet…che vedremo come evolverà. Si definiscono il popolo del 99%… conto l’1% di cattivoni. Il popolo bue (di ogni stato) ha bisogno di un colpevole, di un capro espiatorio per sentirsi migliore, “onesto”, privo di responsabilità… Forse fanno schifo tutti… sia l’1% che il 99%… chi più, chi meno. Per quanto mi riguarda, ho l’ambizione di non essere un vivente disposto ad essere sondaggiato in percentuali… né voglio imporre il peso della mia volontà e immaginazione… tanto più secondo logiche di maggioranza. Bisognerebbe inventare le regole di un nuovo gioco e metterle in pratica

Come si esce da questo supermercato?

- Scusi cassiera, come si esce da questo supermercato?
- Non si esce…
- Come non si esce?
 - Se vuole i soldi per comprare la merce, si sieda con gli altri sugli appositi scaffali e si appiccichi un prezzo… passeranno poi i nostri addetti ad aggiornare i prezzi, a seconda di quel che dice il direttore… Quali sono le sue competenze?
- Uhm… musicista, videomaker, sound-designer, web-designer, fotogr…
- Ok, allora si accomodi in deposito… se si vende qualcosa, entro l'anno potrà sedere insieme agli altri sul bancone delle offerte speciali… quelle "tutto a 99 cent"
- Ok, tornello vivente!… Questa è una rapina!… mi consegni l'incasso e le chiavi di questo posto di merda!
- Spiacente signore, ma non le ho… non le ha nessuno…
- Allora l'unica è saltare in aria… Mi chiami il direttore!…
- Non posso: il direttore è un software… un bot
- Un "buono ordinario del tesoro"?
- Più o meno…
- Signorina… ma almeno si può fare sesso tra gli scaffali?
- Anche nel deposito, se vuole… Vada… c'è la sua ragazza che l'aspetta…
- Ok, grazie… di quella faccenda dell'esplosione ne parliamo dopo…
- Niente da fare… fuori ci sono altri reparti e poi altri reparti… ci provai anche io tempo fa… e ora mi hanno messo a fare la cassiera…
- Comunque io sono Valerio…
- Mi spiace, io non ho più il nome… me lo tolsero dopo l'evasione… Vuole una busta?
- No, grazie… Vado in deposito.

Perché c’erano due torri al World Trade Center di New York?

Perché ci sono due torri al World Trade Center di New York?
(Jean Baudrillard, “Lo scambio simbolico e la morte”, 1976)

Ancora dallo stesso libro:
La “libera scelta” degli individui, che è il credo della democrazia, sbocca in realtà esattamente nell’opposto: il voto è diventato sostanzialmente obbligatorio: se non lo è di diritto, lo è per costrizione statistica, strutturale dell’alternanza, rafforzata dai sondaggi. Il voto è diventato sostanzialmente aleatorio: quando la democrazia raggiunge uno stadio formale avanzato, essa si distribuisce intorno a delle percentuali uguali (50/50). Il voto rassomiglia al moto browniano delle particelle o del calcolo delle probabilità, è come se tutti votassero a caso, è come se votassero delle scimmie.
A questo punto, poco importa che i partiti in causa esprimano storicamente e socialmente chicchessia – bisogna anzi che non rappresentino più nulla: il fascino del gioco, dei sondaggi, la coazione formale e statistica è tanto maggiore.
[...]
L’oligopolio, o duopolio, attuale deriva dallo sdoppiamento tattico del monopolio. In tutti i campi il duopolio è lo stadio raggiunto del monopolio. Non è la volontà politica (intervento dello stato, leggi anti-trust, ecc…) a spezzare il monopolio del mercato – è che qualsiasi sistema unitario, se vuole sopravvivere, deve trovare una regolazione binaria. Questo non cambia nulla del monopolio: al contrario, il potere è assoluto solo se sa diffrangersi in varianti equivalenti, se sa sdoppiarsi per moltiplicarsi. Ci vogliono due superpotenze per mantenere un universo sotto controllo: un unico impero crollerebbe da se stesso.
[...]
Dalla più piccola unità disgiuntiva (la particella domanda/risposta) fino al livello macroscopico dei grandi sistemi d’alternanza che governano l’economia, la politica, la coesistenza mondiale, la matrice non cambia: è sempre lo 0/1, la scansione binaria che s’afferma come la forma metastabile, e omeostatica, dei sistemi attuali.

 

In ogni caso dopo queste parole profetiche di Baudrillard, da 2 si è passati a 0… dunque l’universo è diventato un multiverso… è il regno del caos. E’ l’entropia che conduce il sistema. La polverizzazione del cemento e della civiltà. Come nel finale di “Fight club”, l’America sogna che crollino tutti i grattacieli. Sogna la vera perfezione: lo Zero Assoluto (la massima entropia).

Questa gigantesca simulazione e presa per il culo che ancora ci conduce, il raddoppiamento del codice (come avviene per il DNA, come per la clonazione) delle Due Torri abbattute, sopravvive oggi nel Lutto (unica garanzia di sopravvivenza temporanea, contro nemici random o inventati di volta in volta – i terroristi, Al Qaida, Saddam Hussein, Gheddafi, i mercenari negri, gli insorgenti, i terroni, i “clandestini”, le donne, i rumeni, i comunisti, gli anarchici, i “ratti”… tutti noi)… Ma il sistema, in cuor suo, sogna che crolli tutto, per liberarsi dal suo stesso incubo totalitario, divenuto insostenibile, prolifera in meta-stasi (meta-stati) si sdoppia senza quel codice perfettamente duplicato che era rappresentato dalle Due Torri, inventa strenue resistenze individuali, terroristiche, contro se stesso… (poiché il sistema si rifrange anche nell’”individuo”, nel Ribelle… nell’Eroe del cazzo). Di questa follia schizo-paranoide del sistema, di questo cancro, di questa catastrofe inerziale senza più referenti reali (e neanche ideali), ne sono la prova film come il su citato “Fight club”, “2012″, ma anche “Resident Evil”, “Inception”, “Il cigno nero”… Questo è, ahinoi, l’immaginario contemporaneo che tutto trascina e travolge con sé. Il punto è che “Terminator” non muore mai… Quella lucina rossa, quel red alert poliziesco si risveglia sempre, mortacci sua

Sparati, Schwarzenegger!
Suicidati, yankee!
Fatti a pezzi, carbonìzzati, bombàrdati coi droni!
Fatti la guerra in casa!
Mastùrbati col cesio!
Pròvocati terremoti, maremoti e uragani spaventosi!
Crepa sepolto dal busto di merda secca di Abramo Lincoln!
Bombàrdati coi missili nucleari!
Muori di leucemia, se sopravvivi al fallout radiattivo!
Vai a giocare agli indiani su Encelado!
Mangiati i batteri che resistono ai solfuri e al metano!
Esplodi in una supernova, scompari in un buco nero!
Fottiti col tuo cazzo anabolizzato!
Dio ti benedica, ma fuori da questa cazzo di galassia,
perduto nella 26esima dimensione
della tua fottuta teoria delle stringhe!

Appunti sulla crisi

Ciò che segue è  una raccolta di mie riflessioni su Facebook sull’argomento crisi… 

È chiaro che il falso allarme sul default degli USA è una messa in scena per valorizzare e sottolineare l’imparzialità delle agenzie di rating (americane) che stanno declassando a più non posso degli stati europei (come a dire: “Eh ma se anche l’America prende sul serio i declassamenti, a maggior ragione dovrebbero farlo dei miseri staterelli europei!”).

E poi questi sono i fondamentali della shock economy… si è giunti fino ad evocare un default, a minacciare di non pagare gli stipendi, prima di poter far comparire la faccia fintissima di Mr. Obama dinnanzi alle telecamere, avvolto nell’aura di Salvatore dell’economia mondiale… Questa manovra è servita solo a far pesare ancora di più (non agli USA ma ad altri stati) i deficit nazionali come arma non convenzionale nella strana guerra tra i nuovi capitalisti-rentier (i pochi nuovi dominanti del capitalismo finanziario globale) e il resto dei gonzi e straccioni che popolano il pianeta.

Insomma è un ricatto bello e buono per estorcere denaro, per far cedere libertà e diritti acquisiti, a favore della classe parassitaria globale… Qui sì che c’è stata composizione di classe persino trans-nazionale!… l’altra classe, quella antagonista, dopo qualche protesta di massa, si è squaquaraqquata… è bastata qualche carica, qualche arresto, qualche strage, qualche guerra, ecc…

Abbiamo perso… non c’è partita possibile sul loro stesso terreno e con i loro fondamentali (Moneta, Mercato, Nazione, Profitto, ecc…).

Scrivono:

Ora che “l’impasse Usa è stata superata”, i market mover torneranno a essere in Europa “i problemi del debito europeo e di nuovo in Italia il movimento degli spread”.

Questi market mover (“quelli che movimentano il mercato”… i detentori di hedge fund consistenti) sono coloro che causano le montagne russe finanziarie responsabili della crisi. Si nutrono di panico… lo generano, quando non c’è. Hanno bisogno di agitare le acque per aumentare la loro rendita. Ma l’economia non è solo numeri, titoli e convenzioni (come pensano i monetaristi e i liberisti)… dietro ci sono le persone… che se non si incazzano, d’altronde… e non capiscono e non inventano il nuovo… subiranno questo ed altro…

E comunque a giudicare da come continua ad andar male, con Draghi alla BCE e Tremonti che impone politiche protezioniste anti-”speculazione” alla CONSOB in un contesto globale di guerra aperta (si avrebbe bisogno di motilità estrema dei mercati proprio per arginare in qualche modo le tendenze ribassiste), è probabile che l’Italia si trovi in default prima del previsto… (Stessa cosa del resto intendono fare la Merkel e Sarkozy, tassando i trasferimenti finanziari…). Dicono che gli “speculatori” (d’oltremanica, si intende) vogliono stressare le banche italiane per indurre l’Europa ad adottare misure concrete… di solidarietà tra stati europei… (che in realtà si detestano e si boicottano)… per gettarsi a pesce (sempre gli americani che si trovano nelle condizioni di dover mungere l’Europa, visto che non lo possono fare più con l’America del Sud…) sulle nuove iniezioni di liquidi a venire (il super-debito continentale, gli eurobond) e le inevitabili privatizzazioni degli asset nazionali in svendita… Occorrerebbero almeno 2000 miliardi altro che i 22 messi a disposizione di recente…
Ciò vuol dire che faremo la fame tutti (i debiti sembra che si onorino con politiche lacrime e sangue di rigore e austerity da parte degli indebitati! ne sono un triste esempio le centinaia di miliardi di euro che il governo italiano si appresta diligentemente a sborsare senza batter ciglio con la doppia manovra-rapina estiva)… Sarebbe un’ottima occasione per cambiare il sistema… ma siamo troppo coglioni, in media.

Riflettendoci un attimo, perché cazzo dovremmo essere preoccupati del crollo delle Borse europee? E’ solo un castello di carte in cui siamo stati costretti ad abitare… Basterebbe uscire e lasciarlo bruciare (con qualche tanica di supporto)…
Ma ci sono troppi tossicodipendenti da denaro, lavoro, TV e carte di credito.

Il problema sono i rimedi che i politici prendono con la scusa della loro crisi… sono rimedi recessivi, depressivi, reazionari, liberticidi, ecc… buoni solo ad aumentare ulteriormente i profitti e la rendita dei detentori di capitale vario… Insomma, ORA BASTA, CHE SE NE VADANO TUTTI, non dovrebbero essere solo slogan latino-americani…

Invece qui ci sono gli scolaretti diligenti… che al primo rimprovero dei “mercati” promettono una macelleria sociale senza precedenti… indorando la pillola indigeribile con parole fashion tipo delega assistenziale… E intanto portano a conclusione il disegno della P2 (che altro non è che il neoliberismo americano, ovvero una strategia di dominio di lunga gittata, più che un presunto e pittoresco complotto massonico ad uso e consumo di una popolazione sempre più idiota ed incline ad individuare un bau-bau alla volta con cui prendersela).

E comunque questo governo è colpevole di aver lasciato crescere il debito pubblico in modo allucinante (400 miliardi negli ultimi 3 anni!)… sostenendo che non contasse, nel bilancio, quanto la crescita del PIL (che non c’è stata)… e non può svegliarsi ora e dire che ora il debito invece conta e conta sulle ossa della gente che non ha più i soldi per mangiare… Dovrebbe essere abbattuto, un governo simile… invece abbiamo Napolitano che porta tutti all’ovile della responsabilità…

Si dovrebbe rispondere a Trichet: “Perché non riabbassi i tassi all’1%, invece di farci spremere come limoni?”.

Aaaaaaah… allora siete in combutta! Qui avete messo degli imbecilli che dicono sempre di sì a tutti a prescindere (Usa, Francia, Germania…) e che avevano il compito di darsi ai bagordi, spendendo disinvoltamente 400 miliardi di denaro pubblico in 3 anni… mentre vi stavate preparando a mietere gli interessi che intanto sono cresciuti… bravi, bravi…

Occorrerebbe finirla con questo automatismo secondo cui le perdite in Borsa debbano essere trasferite alla società… la finanziarizzazione non è un processo automatico. Nel frattempo sarebbe il caso di infrangere questo incantesimo economicista che prende la volatilità dei mercati per una fatalità statistica cui piegarsi in modo acritico, come se non vi fosse alcuna soggettività dominante ed egemone dietro a dirigere l’orchestra dei capitali e dei titoli… Per quanto ci riguarda non bisogna abboccare alla faccenda opportunistica, cinica e sadica dei sacrifici inutili che vorrebbero imporre, svaligiando la popolazione (pensioni, tredicesime, invalidità, ecc).

L’accelerazione del capitalismo neoliberista non ci voleva… e non possiamo sostenerla… avremmo bisogno di tempo (dunque tassi bassi, niente panico, ecc). Le barricate in questo momento sono distruttive e fanno il gioco dei vari autoritarismi (e forse è proprio per questo che si accelera la crisi e la si intensifica…). Ci sarebbe bisogno di appoggiarsi e difendere istituzioni antagoniste ancora da creare (non so… una cosa come una confederazione di municipi, ecc)… che possono nascere, essere comprese e fatte funzionare solo nel tempo. Dalla confusione invece nasce solo confusione… e violenza reazionaria e repressiva (vedi il delirio di Cameron sui recenti riot in UK: “Faremo valere la Forza della Legge”… cui è seguita una serie di arresti indiscriminati).

È chiaro l’intento classista su scala globale di deprimere il ceto medio a vantaggio dei ricconi e delle multinazionali ben finanziarizzate, con queste montagne russe dei “mercati”… ormai il PIL non si fa con l’industria, l’artigianato, il lavoro… lo si fa facendo carte false… titoli assurdi (come i CDS e i futures) e assicurazioni contro il fallimento, che inevitabilmente lo evocano ad ogni piè sospinto… Hanno scoperto da tempo che la paura muove il mondo (lo diceva pure Hobbes). Persino noi che non abbiamo niente ci caschiamo… e ci mettiamo a parlare di Borsa (un po’ come quando tutti fanno i CT della nazionale durante i mondiali di calcio).

La risposta a queste iniquità può essere solo esasperare la crisi, fallire… non avere paura…

Qualcuno potrebbe dire… ma impoverire il ceto medio non fa rastrellare utili… perché poi i prodotti non si comprano… Proprio per questo si sono buttati su beni primari (acqua, grano, mais, gas, petrolio…). Insomma l’idea è quella di mettere tanta paura al ceto medio, ai piccolo-borghesi, per farli sgobbare di più… come se la ricchezza generale dipendesse davvero da questo! dalla riduzione in schiavitù e dalla rinuncia ai diritti e alla democrazia del cazzo!… ma qualcuno deve pur assumersi la colpa… e i borghesi essendo per lo più dei sentimentali cagasotto, che credono in valori morali… addirittura in Dio o nelle “piccole cose” (come gli schermi LCD) della vita di merda che fanno… sono i più adatti allo scopo… Tuttalpiù si inalberano (vengono indotti a farlo tramite i media del cazzo) per i “diritti umani”, ma solo allo scopo di lasciarli violare con una ferocia centuplicata… (es: che fai Gheddafi? spari sulla folla e uccidi una decina di persone? Ti bombardiamo per anni, vendiamo armi ai ribelli, facciamo patti sottobanco con mercenari e terroristi, ti fottiamo i miliardi che ci hai messo nelle banche, lasciamo annegare i profughi in mare, ecc…).

Vogliono i soldi di chi non ne ha, per continuare a giocarseli a poker… e mostrano foto di broker di Borsa disperati, con le mani nei capelli… poverini… soccorreteli… date miliardi della vostra salute, delle vostre abitazioni, del vostro cibo, della vostra acqua… indebitatevi, sgobbate, rinunciate alla vostra libertà… per far tornare il sorriso sui volti di chi conta le ricchezze dei giocatori…

Bisognerebbe staccare la spina… Eutanasia di stati, meta-stati e mercati

Questa più che una crisi dei debiti sovrani è un’insensata mercatocrazia (orientata in senso liberista e filo-atlantico)… un economicismo dogmatico che si impone su tutto. E la politica non conta più un cazzo (o fa mosse che peggiorano le cose per impreparazione o sapendo di peggiorarle)… Potrà chiedere sacrifici inutili al popolo, ma è più una questione di sistemi, tecnologie finanziarie e alleanze strategico-militari che non sono più in grado di garantire profitti (che da più da 40 anni non corrispondono a quelli dichiarati…), né pace sociale o pace tout court
Così Letta esclama viscidamente: “Tutto precipita”…

Bisognerebbe far sì che precipitino solo loro, intanto… l’ingovernabilità in questo momento è una condizione urgente.

I politici al governo sono soldati diligenti del neoliberismo più feroce di cui l’Euro(pa) si sta facendo sempre più strumento meta-statale, di governance finanziaria…in senso imperialista e filo-atlantico… L’Europa è sempre di più un ologramma, un potere virtuale non per questo meno efficace, anzi… È l’episteme contemporanea: la virtualità al posto di comando… e questo, oltre che per le stesse guerre, neutralizzate dai media in modo modulato, con un massimo di social network e un minimo di copertura televisiva, vale anche per la frenetica attività di Anonymous, crowdsourcing a metà strada tra intelligence governativa e sabotaggio anarchico… Insomma sostanzialmente il governo non capisce i cambiamenti e non vi si oppone, rispondendo col “vecchio” neoliberismo… che continua ad essere ottimo alleato per la desertificazione delle risorse sociali, per la neutralizzazione di ogni possibile risposta popolare e che si allea colpevolmente con l’economicismo tecnocratico di chi come Trichet alza i tassi di interesse nel mezzo della crisi dei debiti sovrani… e come se non bastasse propone di continuare con gli eurobond che affosseranno definitivamente le banche italiane e l’autonomia finanziaria residua dei vari stati periferici… e prepareranno l’aumento della quota privata dei debiti pubblici… Questo si traduce in una resa incondizionata al fantasma dell’Euro(pa), in un ulteriore incatenamento dell’Italia alla globalizzazione, alle dinamiche del neoliberismo, alla centralizzazione continentale del potere e pone di fronte all’impossibilità materiale di rovesciare queste istituzioni liberticide… Per me la risposta politica può essere solo ingovernabilità, insolvenza e intensificarsi della crisi del modello meta-statale… anche nel senso di canceroso, parassitario

È come se uno spettro elettronico fosse continuamente alla ricerca di materia vivente ed elettricità da risucchiare per poter continuare ad avere la sua parvenza di vita… Come si combatte contro un simile spettro?

E continuano ad accumulare errori su errori (populisticamente sintetizzati nella guerra agli “speculatori”) che tendono tutti in realtà ad accelerare i ribassi e le vendite nelle Borse europee… Questo dispendio incredibile di capitale è prodotto o artificialmente o per idiozia… Io credo più alla prima ipotesi… con l’intento di costringere gli stati europei a cedere sovranità in modo irreversibile al Meta-Stato

Secondo Morgan Stanley è tutta colpa dell’Europa… che non sa dare risposte “adeguate”…

E la politica in USA comincia a pensare di processare le agenzie di rating che condizionano la vita di miliardi di persone… Anche se tappare la bocca ai “tecnici”, non è che serva a molto (è un falso bersaglio, un capro espiatorio… segno di un certo nervosismo che si scarica prendendosela coi sottoposti…). Sarebbe il caso piuttosto di ridimensionare drasticamente il comparto finanziario (ma questo significherebbe ridiscutere le posizioni di dominio imperiale… e nessuno lo farebbe mai spontaneamente… per questo occorrerebbe una rivoluzione…), vietare a livello globale l’uso di certi titoli in Borsa (derivati, CDS, futures), vietare le vendite allo scoperto o la possibilità di operare finanziariamente da parte degli hedge fund… dichiararli FUORI LEGGE!… e affrontare tutte le conseguenze (…disastrose) del caso (si parla, fonte wikipedia, di 300.000.000.000.000.000.000 $ in tutto il mondo… 300 miliardi di miliardi. Una cifra molto maggiore dell’intero PIL mondiale).
Tutti giù per terra!… Basta con i rialzi truccati, con le scommesse, con le ipoteche del futuro (a quel punto rimarrebbero solo interessi mostruosi su debiti insolvibili… e non serve assolutamente a niente introdurre così tardivamente il pareggio di bilancio in costituzione…). Che dichiarino tutti fallimentoE’ il capitalismo (con la sua impossibile accumulazione illimitata di capitale) che è fallito… (quel che vediamo è solo una sua sopravvivenza spettrale… un’apparenza di vita che si muove per inerzia… ma quanto si trascina e quanto trascina con sé questa agonia!). Dovrebbe eventualmente sapersi azzerare e ripartire… Ma resterebbe comunque il principio dell’interesse e del profitto (con la violenza implicita ed esplicita che questo comporta), come problema di fondo… Occorrerebbe strutturare la violenza secondo altre modalità (…rivolgendola magari contro il primo che sussume, circoscrive, comanda, estorce, sopprime, ecc… a memoria perenne del mondo di merda che fu).

Il capitale in orbita

 

 

(Ecco un'immagine emblematica del "capitale in orbita" di cui parlava Baudrillard… "Per 159 giorni un esemplare test della moneta globale UFWC, United Future World Currency, coniata dalla Zecca italiana dello Stato è diventato virtualmente una 'valuta spaziale')

Unificare e omologare le diversità sotto un unico standard monetario. Non si è ancora capito che il monetarismo e l'economia finanziaria sono un trucco per impedire la fine prematura del capitalismo in crisi mortale. Una moneta unica globale sarebbe la fine dei giochi delle nazioni, delle identità e delle divise e l'impossibilità di sopravvivere per miliardi di persone.

Avverrebbe come sta accadendo nell'area euro… Asticelle piazzate sempre più in alto… Regioni sempre più ricche, aree sempre più depresse… Centralizzare non porta a redistribuire. Non può esistere un valore "sociale" della moneta finché permane il capitalismo (…o il marxismo… o qualsiasi ideologia produttivista… monoteista, identitaria e fallocentrica… con le sue brave lotte di classe, di clan, di gang… o territoriali, coloniali… o, andando indietro nel tempo o in periferia, tra orde barbare, primitive o nomadiche). Il debito pubblico globale, senza il gioco degli scambi o della profittabilità delle aree depresse, si trasformerebbe in schiavitù ed in deserto che cresce… in campo di concentramento globale sorvegliato da telecamere e sentinelle, in politica securitaria costantemente impegnata a ricacciare indietro, se non eliminare, le masse che non accedono al credito… perché così, ancora di più, detterebbe legge chi ha in mano la decisione sui tassi di interesse, chi suggerisce il giudizio tecnico delle agenzie di rating (pressato dagli shortsellers, dai possessori di hedge fund… dai capitalisti contemporanei dei paradisi fiscali).

Il punto è che non si è ancora capito cosa sia questo prodotto cognitivo, culturale, che chiamiamo "moneta" (macro-economicamente l'addebito pubblico per il profitto privato, micro-economicamente l'equivalente molecolare dell'interesse finanziario, il modello del desiderio del più povero come del più ricco… non più solo "l'equivalente generale delle merci" di marxistica memoria che occulta in una forma astratta la violenza dei rapporti di produzione). La Moneta è il dominio reale pienamente dispiegato, quello che determina bisogni e desideri, li spinge, li sollecita, spreme liquido seminale, istanze rivoluzionarie, crisi, migrazioni, guerre… è il dio monoteista pienamente secolarizzato. La differenza è che invece di pregare si stupra… Anche e soprattutto la nostra idea di amore è diventata uno stupro… la disciplina sentimentale delle donne, dei loro corpi, dei loro orgasmi… le riviste femminili, la cosmesi, i porno con le unghie laccate… la virtualizzazione dell'amicizia, del sesso… sono il riflesso di quella "moneta in orbita" che trasforma tutto in immagine senza corpo, de-siderale, in simbolo ad uso di un Terzo sempre più interiorizzato, ma che non siamo noi… Non sentite anche voi questo insistente tintinnare di monete, questa anima metallica, tra i vostri pensieri?

Io ormai chiudo gli occhi di fronte alle immagini. Quando mi guardo allo specchio, cerco di non vedermi. Né mi interessa guardare l'immagine d'altri.
 Quanto all' immagine del profilo, non sono io… è la mia moneta.
 

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